Con queste parole, affidate a un comunicato stampa, i consiglieri del M5S di Soliera lasciano il Movimento. Il motivo è sempre lo stesso: i vertici del partito di Conte impongono un dialogo e una alleanza col Pd, ma i consiglieri - forti di una storia e di battaglie di opposizione - dicono coerentemente no. Proprio come ha fatto Monica Medici a Carpi e Nicoletta Magnoni a Mirandola.
Una posizione filo-Pd che il gruppo di Modena, invece, pare voler sottoscrivere.
'I nostri territori sono usati come un sacrificio ritenuto indispensabile dai vertici M5S romani per poter riportare in futuro Conte a Palazzo Chigi. Nel nostro comune il Partito che si definisce Democratico e progressista ha respinto ogni nostra mozione, dalle comunità energetiche, reddito energetico, micromobilità elettrica, alla promozione del consumo consapevole, al riutilizzo dei contenitori, come pure la mozione sul rispetto dei diritti umani per Julian Assange scritta dal Pd di Modena qui respinta e vilipesa da tutto il gruppo Pd di Soliera, un Pd che ha rotto il patto di governance pubblica con i Comuni soci di Aimag scegliendo il socio quotato in borsa Hera col quale governare l’azienda, ma di quale modello progressista dobbiamo parlare? - continuano Rossi e Capelli -. Prendiamo atto che il M5S forza che nacque nei comuni dai comitati di cittadini portando la loro voce fino a Roma oggi è un partito verticistico che impone la sua voce ai territori, censurando i comunicati sgraditi ed infangando di fascio-destrismo tutti coloro che osano criticare il loro verbo.



