Da lunedì anziché riaprire gli ospedali sciaguratamente chiusi in nome dell'austerity e assumere nuovo personale per la sanità pubblica, lo Stato sospende dal servizio migliaia di medici e infermieri, come se ne avessimo tanti.
Da lunedì anziché assumere nuovi insegnanti per ridurre le classi pollaio e invertire la tendenza rispetto all'aziendalizzazione della scuola pubblica degli ultimi decenni, lo Stato lascia a casa migliaia di insegnanti che con passione e amore hanno in questi anni tirato la carretta, spesso mettendo di tasca propria i soldi per comprare gessi, carta igienica e libri.
Da lunedì anziché rimpolpare le fila di una Pubblica Amministrazione devastata e ingrigita da decenni di blocco del turnover e aumento dell'età pensionabile, lo Stato castiga migliaia di suoi dipendenti impedendogli di poter offrire servizi ai cittadini.
Da lunedì anziché potenziare il comparto sicurezza, lo Stato ghettizza e toglie dalle strade migliaia di operatori delle forze dell'ordine.
Da lunedì anziché aiutare ristoratori, albergatori e piccoli imprenditori piegati da due anni di crisi economica, lo Stato gli toglie sette-otto milioni di potenziali clienti che non frequenteranno più ristoranti, bar, alberghi.
Da lunedì in Italia vi è altra macelleria sociale: scuola e sanità pubblica ancora più in affanno, meno sicurezza nelle strade, un'economia in recessione.
Da lunedì l'Italia è un Paese ancora meno umano. Più incattivito, più spaccato, più pervaso da odio, conflitto sociale e discriminazione. E il tutto senza riceverne il benché minimo beneficio in termini di contenimento della catena dei contagi. Il sonno della ragione.
Adda passà a nuttata... Ma intanto è buio pesto.
Francesco Forciniti - deputato della Repubblica Italiana




