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Parco Estense, il Comune rassicura inquilini: 'Canoni saranno verificati insieme. Presto incontro con proprietà'

Parco Estense, il Comune rassicura inquilini: 'Canoni saranno verificati insieme. Presto incontro con proprietà'

L'assessore alle politiche abitative risponde in Consiglio sui disservizi e le lettere di disdetta giunte agli inquilini del comparto da 124 alloggi


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Si svolgeranno tra febbraio e marzo gli incontri per definire modalità e tempi con cui gli inquilini del Parco Estense di Vaciglio dovranno aggiornare la documentazione sui requisiti e procedere al ricalcolo dei canoni secondo i nuovi Accordi territoriali. Lo ha annunciato in Consiglio comunale il vicesindaco e assessore alle Politiche abitative Francesca Maletti, rispondendo a quattro interrogazioni – poi trasformate in interpellanze – presentate da Grazia Baracchi (Spazio Democratico), Andrea Mazzi (Modena in Ascolto) e Katia Parisi (Modena Civica).

Maletti ha spiegato di aver concordato con Investire SGR, proprietaria degli immobili, un percorso condiviso che prevede anche incontri dedicati con gli inquilini, alla presenza della proprietà e del gestore sociale. La società, ha precisato, “non intende sostituire gli inquilini se non in caso di morosità o perdita dei requisiti”, pur riconoscendo che le lettere di disdetta inviate “avrebbero dovuto essere precedute da comunicazioni più chiare e meno allarmanti”.

Social housing, manutenzioni e controlli

L’assessore ha illustrato l’attività del Gestore Sociale, che nel 2025 ha svolto 144 colloqui e garantisce sportelli settimanali, incontri mensili con residenti e facilitatori, report periodici e attività ricreative. Sul piano tecnico ha confermato l’agibilità degli immobili, la presenza di una polizza decennale per eventuali vizi costruttivi e le sollecitazioni del Comune alla proprietà per interventi manutentivi.
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Le scelte impiantistiche – pompe di calore e fotovoltaico – rispondono, ha detto, all’obiettivo di ridurre emissioni e costi.
Quanto ai 21 alloggi esclusi dall’avviso pubblico iniziale, Maletti ha chiarito che erano destinati a convenzioni con Università o cooperative sociali, ma in assenza di richieste sono stati locati come gli altri 80 appartamenti, con controlli comunali sui requisiti.

Sulle lettere di disdetta

il Vicesindaco ha ribadito che il canone agevolato è garantito per 15 anni e che il Comune vigila sul rispetto della convenzione: “Assicuriamo continuità dell’affitto alle famiglie che mantengono i requisiti e rispettano la normativa”.
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Per il Partito Democratico, Alberto Bignardi ha invitato a evitare “risposte emotive” su un tema strutturale come l’edilizia sociale, ricordando che il Comune non è proprietario né gestore, ma esercita un ruolo di vigilanza e mediazione. Il collega Diego Lenzini ha definito “grave e inaccettabile” l’invio delle lettere, assicurando che l’amministrazione “sta facendo tutto il possibile” per sostenere gli inquilini.
Martino Abrate (Avs) ha riconosciuto l’impegno del Comune nella tutela dei nuclei fragili, ma ha evidenziato le criticità del modello di social housing, tra costi elevati e gestione affidata a soggetti lontani dal territorio: “Creare comunità non è automatico”.

Più critiche le opposizioni. Giovanni Bertoldi (Lega) ha definito il Villaggio Estense “una delle più grandi operazioni immobiliari degli ultimi anni”, ma dai risultati deludenti, chiedendo un ruolo più incisivo del Comune su sicurezza e dialogo con gli inquilini. Elisa Rossini (FdI) ha contestato l’idea di un Comune marginale: “È firmatario della convenzione e gestisce parte degli alloggi. Deve lottare per ciò che gli inquilini chiedono”.
Andrea Mazzi, di Modena in Ascolto, che ne giorni scorsi aveva organizzato una conferenza stampa alla presenza di una rappresentanza degli inquilini intervenuto anche in replica, ha definito le lettere “brutte e angoscianti”, criticando l’assenza di un contatto diretto tra inquilini e proprietà e chiedendo maggiore chiarezza sui nodi contrattuali, oltre a un cambio di approccio su sicurezza e costi.

Grazia Baracchi ha richiamato la fiducia con cui molte famiglie hanno aderito al progetto, soprattutto giovani coppie che vedono nel social housing una risposta concreta al problema casa: “Se vogliamo investire su questi modelli, devono funzionare davvero”.
Katia Parisi ha parlato invece di “aspettative tradite”, sottolineando che la vicenda “non è un semplice rapporto privatistico”, ma riguarda la credibilità delle politiche abitative.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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