È polemica sulla direttiva per le città firmata da Matteo Salvini. Le indicazioni contenute nel documento, inviato a tutti i prefetti, puntano a 'contrastare in modo più efficace il degrado urbano e rafforzare la sicurezza delle città'. Nel mirino i 'balordi', che vanno allontanati creando “zone rosse”. “Dove non arrivano i sindaci arriviamo noi”, annuncia il titolare del Viminale, sollecitando i prefetti a emanare ordinanze anti-degrado.
IL SINDACO MUZZARELLI
'Il Ministro Salvini ha una voglia matta e pericolosa di comandare: prima i porti, poi i militari, poi il Ministro dell’economia e la Banca d’Italia, e adesso anche i Comuni. La circolare che impone ai Prefetti di commissariare i sindaci è un’inaccettabile invasione di campo in termini di principio, ma all’effetto pratico è solo l’ennesima mossa di propaganda elettorale - afferma il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli -. Fermo restando che in sede di COSP, il Comitato per l’ordine pubblico, siamo sempre disponibili a collaborare, a Modena non abbiamo bisogno dell’intervento di Salvini per applicare le misure di sicurezza: lo abbiamo già fatto. Abbiamo cambiato il regolamento di polizia urbana, definito le aree da tutelare di più e applicato il “Daspo” urbano (221 interventi).
Invece di fare il mestiere degli altri, sarebbe ora che Salvini facesse il suo e cioè: soldi ai Comuni per la igenerazione urbana e personale ai Carabinieri e alla Polizia per rispondere alla domanda di legalità e sicurezza. Con i fatti, non con gli annunci, che ormai stanno stancando'.
STEFANO BELLEI (MODENA ORA)
“La direttiva del ministro dell’interno e leader della Lega Salvini che dà più poteri ai prefetti, di fatto fungendo una funzione supplettiva rispetto ai sindaci (“dove non arrivano i sindaci arriviamo noi”), mina il concetto stesso di democrazia elettiva e rappresenta un precedente pericoloso”. A parlare è Stefano Bellei della civica Modena Ora. “Meraviglia davvero che una simile proposta che accentra i poteri su Roma e che apre a una idea di controllo da parte del Governo dei Comuni, limitando le autonomie locali, arrivi da un esponente politico proveniente dalla Lega Nord. La Lega Nord ha sempre lottato per l’abolizione delle prefetture, esattamente il contrario di quanto oggi Salvini impone: più poteri ai prefetti nominati e meno poteri ai sindaci eletti. Siamo all’assurdo. I Comuni però non sono sezioni della nuova Lega dove i segretari eletti vengono sostituiti da commissari imposti”.
“Cosa ne pensa di questa direttiva la Lega modenese? Il candidato sindaco Prampolini sarebbe contento di questo aggiuntivo potere prefettizio sul fronte della sicurezza?
STEFANO BARGI (LEGA)
“Ancora non ci sono state le elezioni e già Muzzarelli mette le mani avanti temendo di essere scavalcato dal prefetto nell’azione di contrasto alla criminalità.
“Quanta paura dimostra Muzzarelli per una norma che va solo a beneficio dei cittadini: solo i sindaci che non hanno mosso un dito per anni e che hanno lasciato intere aree in mano a spacciatori e delinquenti devono aspettarsi una presa di posizione forte da parte dei poteri dello Stato, tutti gli altri agiranno, come hanno sempre fatto, in accordo con le prefetture con lo scopo comune di combattere e limitare la criminalità”, spiega Bargi. “Il sindaco di Modena, però, evidentemente sa di non aver fatto abbastanza, perchè magari pensa alla situazione di via Attiraglio o agli spacciatori che invadono da anni la zona stazione, o ancora alla prostituzione in pieno giorno della zona tempio o ai tanti parchi pubblici diventati luogo di ritrovo di chi vuole acquistare droga”, spiega Bargi. “Ecco quindi che si premura di attaccare per primo un provvedimento che non competerà nulla per chi già si spende per la lotta al degrado utilizzando tutti i mezzi possibili”, continua il commissario.
“Se Muzzarelli non si sente in grado di farcela, nel caso venisse scelto di nuovo come sindaco, a mettersi d’impegno e a liberare finalmente la città dai violenti e dai delinquenti faccia il favore: lo ammetta e si ritiri dalla corsa. Lasci la guida della città a chi non teme il confronto con i rappresentanti dello Stato e a chi sa di poter agire concretamente per garantire la sicurezza dei cittadini”.



