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Difesa della sanità pubblica, il PD lancia una petizione e attacca il governo: 'La riforma non deve passare'

Difesa della sanità pubblica, il PD lancia una petizione e attacca il governo: 'La riforma non deve passare'
Difesa della sanità pubblica, il PD lancia una petizione e attacca il governo: 'La riforma non deve passare'

Conferenza presso la sede del Partito con Muzzarelli, Lenzini, Maletti, Longo e Fidanza: 'Alla sanità serve il 7,5% del PIL'

Conferenza presso la sede del Partito con Muzzarelli, Lenzini, Maletti, Longo e Fidanza: 'Alla sanità serve il 7,5% del PIL'


5 minuti di lettura

Il richiamo, anche da conferenza stampa, è una petizione in dieci punti da fare sottoscrivere ai cittadini in vari appuntamenti politici organizzati dalla segreteria e dai circoli PD di Modena, a partire da una assemblea pubblica organizzata il prossimo 7 maggio. Dietro al richiamo c'è un avvio di fatto della campagna elettorale per il 2027 sul tema della sanità. I temi della petizione, riassunti in 10 punti, sono quelli che già costituiscono dichiaratamente una base programmatica di discussione su un modello da sottoporre ai futuri candidati PD.

Molti temi, dalle liste di attesa al finanziamento nazionale, dagli assetti di un sistema pubblico che anche in Emilia-Romagna si sposta sempre più verso il privato, alla riorganizzazione degli ospedali, rappresentano criticità contestate alla politica nazionale ma forti anche nel sistema regionale e provinciale da sempre a guida PD. In questo contesto la bozza di riforma del sistema presentata dal governo diventa così l'emblema di un modello da contrastare. Su alcuni punti in particolare, espressi nella conferenza stampa presso la sede provinciale del Partito, da Giancarlo Muzzarelli, consigliere regionale PD e attuale presidente della Commissione regionale sanità: creazione degli ospedali di terzo livello e lo spostamento della competenza regionale ad una nazionale, organizzazione ruolo dei medici di base (sul quale il PD rivendica il recente accordo Regionale) e il finanziamento che non va considerato in termini assoluti ma relativi, in relazione al PIL.
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Netta la posizione del partito espressa Giancarlo Muzzarelli: 'La riforma del governo va fermata, perché è pericolosa per l'equilibrio del sistema sanitario nazionale e regionale. Tanto più in un contesto difficile dato dalla procedura di infrazione rispetto all'Italia e all'aumento del costo dell'energia che incide fortemente anche sui bilanci della sanità'. Ma il punto fisso è quello del finanziamento. “Per tutti i settori, dalla difesa in giù, si ragiona in rapporto al PIL. Per la sanità no. È un’anomalia che va corretta: la media europea è al 7,5%”. - afferma Muzzarelli.
Sulla riorganizzazione ospedaliera prevista dalla riforma, Muzzarelli porta ad esempio Policlinico di Modena e Baggiovara, che secondo la riforma diventerebbero strutture nazionali:
“Si stacca il cavo con il territorio. È un modello che fa saltare la rete regionale e rischia di indebolire i pronto soccorso”- afferma.
Muzzarelli ricorda che l’Emilia-Romagna ha appena chiuso un accordo regionale equilibrato sul personale sanitario, definito “potenziale riferimento nazionale”, e ha criticato il metodo del Governo: “Hanno avviato la riforma senza confrontarsi con nessuno, nemmeno
con la Conferenza delle Regioni”.

Sul finanziamento alla sanità pubblica da parte del governo il PD conferma che è aumentato di 6,3 miliardi in termini assoluti ma sottolinea che il vero parametro, cartina al tornasole dell'orientamento delle politiche, è quello del rapporto con il PIL. Che in Italia si abbassa ed è più basso della maggior parte di stati europei. 'In Italia - afferma il responsabile sanità del PD Giuseppe Longo, Direttore della struttura complessa di medicina oncologica al Policlinico di Modena - da anni assistiamo ad un costante definanziamento della sanità pubblica. Il finanziamento va misurato in rapporto al PIL, come indicato dall’OCSE'.

Longo conferma anche un sistema dove il privato è ormai paritetico al pubblico: 'Ogni anno 40 miliardi vanno alla sanità privata convenzionata e 45 miliardi escono direttamente dalle tasche degli italiani. Parliamo di 90 miliardi complessivi: un dato che mette in crisi l’idea stessa di sanità pubblica”. Longo ha sottolineato anche il tema delle retribuzioni del personale sanitario, in particolare degli infermieri, inferiori rispetto alla media europea.

Al tavolo presso la sede provinciale PD, insieme a Muzzarelli e Longo erano presenti il segretario provinciale del PD, il vicesindaco con delega alla sanità Francesca Maletti e il consigliere comunale PD Fidanza. La critica alla riforma nazionale che ancora non c'è si intreccia con le difficoltà del sistema locale e regionale. A partire dalle lunghe liste d’attesa che spesso spingono come processo indotto sempre più modenesi verso il privato, o il privato accreditato e verso le assicurazioni sanitarie, a partire da quelle gestite direttamente dal mondo cooperativo.
Argomento diventato negli anni scomodo per una forza politica che si fa da sempre paladina del modello pubblico rispetto a quello privato e che poniamo come tema ai relatori presenti, facendo riferimento alla testimonianza raccolta sempre questa mattina da una modenese con diverse patologie e difficoltà di deambulazione obbligata di fatto a spostamenti da un capo all'altro della provincia per avere in tempi ragionevoli una visita che a Modena ha tempi lunghissimi e incompatibili con le sue esigenze di cura e salute ma che allo stesso tempo avrebbe in pochi giorni, magari dello stesso specialista, che opera in intramoenia, a pagamento.

“La sanità modenese funziona. Il problema non è la qualità, ma l’accesso: prenotare, entrare nel sistema, superare le liste d’attesa” - conferma e sottolinea Diego Lenzini. 'Abbiamo un modello di eccellenza sanitario riconosciuto, ma oggi la tenuta del sistema è messa a dura prova. Questa raccolta firme nasce per una ragione chiara: difendere, valorizzare e rilanciare la sanità pubblica, universale e di prossimità, prima che diventi irreversibile, la sua lenta erosione. Ha un valore politico, che aiuta la consapevolezza e la discussione sul tema cardine.“Vogliamo che da Modena parta una proposta politica chiara, che chi si candiderà alle elezioni si impegni a sostenere”.

Il vicesindaco con delega alla sanità Francesca Maletti ha richiamato il tema della presa in carico dei cittadini, elemento chiave anche per affrontare la problematica delle liste di attesa. Una presa in carico sempre più complessa a causa dell’invecchiamento della popolazione e dalla diffusione delle patologie croniche. Per mantenere una presa in carico efficace servono risorse certe che portano anche con sé la possibilità di assumere personale”.

“Ogni anno 40 miliardi vanno alla sanità privata convenzionata e 45 miliardi escono direttamente dalle tasche degli italiani. Parliamo di 90 miliardi complessivi: un dato che mette in crisi l’idea stessa di sanità pubblica in quanto ormai il rapporto tra sanità pubblica e privata è paritetico. Per questo è necessario il finanziamento della spesa sanitaria attraverso il rapporto al PIL al 7,5%

E' una questione di risorse anche per il Consigliere PD Fidanza 'C'è un importante lavoro svolto negli anni sulle reti cliniche e sulla presa in carico dei pazienti più fragili. Stiamo ottenendo risultati sulle liste d’attesa e sulla gestione dei pazienti anziani e cronici, ma senza risorse aggiuntive la riforma è destinata a fallire”.

I dieci punti della petizione, base per una piattaforma programmatica per i candidati alle prossime elezioni

1 Più risorse stabili e adeguate, portando il finanziamento della sanità almeno al 7,5% del PIL.
2 No alla riforma del Governo che istituisce gli ospedali di terzo livello sotto giurisdizione nazionale.
3 Superamento delle liste d’attesa e presa in carico dei pazienti attraverso percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali chiari e accessibili.
4 Sostegno ai piani di prevenzione, promozione degli stili di vita sani e campagne di screening.
5 Più personale e più dignità al lavoro sanitario: sbloccare i vincoli alle assunzioni e rendere attrattivo il lavoro nel pubblico.
6 Rafforzare la rete ospedaliera e territoriale, potenziando innovazione diagnostica e terapeutica.
7 Una rete territoriale più forte, con medicina di comunità, assistenza domiciliare e Case della Comunità per evitare il sovraccarico degli ospedali.
8 Più cultura digitale e connessioni territoriali, per utilizzare la tecnologia nella prevenzione e nella cura.
9 Garantire benessere psicologico e supporto precoce, con servizi dedicati alla salute mentale.
10 Una sanità che non lascia indietro nessuno, garantendo accessibilità nelle aree montane, alle persone con disabilità e a chi assiste familiari fragili.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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