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Sicurezza fiumi, i comitati modenesi incontrano Regione ed Aipo: 'Criticità chiare, basta rinvii'

Sicurezza fiumi, i comitati modenesi incontrano Regione ed Aipo: 'Criticità chiare, basta rinvii'

I nodi di Secchia e Panaro, dall'inadeguatezza della cassa di espansione Secchia ai progetti che tardano per ridurre la fragilità degli argini del Panaro


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L'inadeguatezza e il rischio per la città di Modena, già evidenziato dalle relazioni tecniche anni fa, rappresentato da Ponte Alto, la fragilità dell'argine del Panaro interessato dalla rotta del 2020, il mancato avvio dei lavori per il rifacimento dei manufatti di regolazione della cassa di espansione del fiume Secchia che fino ad ora ha visto solo l'avvio, finanziato dal PNRR, di uno dei 4 lotti previsti, relativo al cantiere per l'innalzamento del perimetro arginale; poi i tempi e i progetti per l'adeguamento a piene TR100 dei bacini di Secchia e Panaro. Sono i principali punti rimessi nero su bianco, ma questa volta direttamente sul tavolo della Regione e di Aipo, dai comitati modenesi alluvionati, in un incontro presso la sede della Regione. Un appuntamento che, per la prima volta, ha riunito attorno allo stesso tavolo i massimi responsabili della sicurezza idraulica e i rappresentanti delle comunità modenesi più esposte al rischio.

 

Presenti i massimi responsabili del settore: l'assessore regionale con delega alla Protezione Civile Manuela Rontini, il direttore di AIPo, Gianluca Zanichelli, il dirigente AIPo di Modena, Massimo Valente, la responsabile dell’Ufficio Territoriale di Modena dell’Agenzia per la Sicurezza Territoriale e Protezione Civile, Francesca Lugli, la dirigente del Servizio Difesa del
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Suolo, della Costa e Bonifica, Monica Guida, e il responsabile della comunicazione regionale, Federico Del Prete.
Per i comitati civici hanno partecipato l’ingegner Cajo’, presidente del Comitato ArginiaMO, i rappresentanti del Comitato “Alluvionati non per caso” della Fossalta, il Comitato “Respiriamo Aria Pulita” di Modena rappresentato da Massimo Neviani e il fondatore del Comitato “Cittadini Alluvione Nonantola”, Sighinolfi. Il clima è stato definito da tutti cordiale e costruttivo, con la volontà condivisa di aprire una fase nuova di confronto stabile e trasparente. Tra i punti segnalati dai comitati c'è anche la carenza di informazioni e comunicazioni, da parte degli enti competenti, rispetto alla situazione territoriale ai rischi, ai progetti e al loro avanzamento.

 

Fin dalle prime battute, i comitati hanno posto l’accento sulle criticità più urgenti, a partire da quella di Ponte Alto, considerata una delle vulnerabilità più gravi per la città di Modena. Già segnalata da relazioni tecniche delle autorità. 'Il ponte, infatti, non rispetta le norme del Piano di Assetto Idrogeologico e si trova a oltre due metri sotto il livello di sicurezza idraulica previsto. Una condizione che, secondo i cittadini, espone la città a un rischio diretto in caso di piena eccezionale.
Da qui la richiesta di attivare immediatamente Comune e Provincia per affrontare un problema che non può più essere rinviato' - segnalano i comitati.

 

'Un altro nodo rilevante riguarda gli argini del Panaro, in particolare il tratto in cui nel 2020 si verificò la rotta che allagò Nonantola. AIPo ha confermato la necessità di realizzare una banca di rinforzo lato campagna per circa un chilometro, un intervento ritenuto urgente sia per gli anni trascorsi dall’alluvione sia per le evidenze tecniche che continuano a indicare un rischio significativo per Nonantola e per Modena'. I comitati hanno sottolineato come il pericolo idraulico rimanga concreto e come sia indispensabile accelerare la progettazione e l’avvio dei lavori.

 

Sul fronte del Secchia, i lavori di ampliamento della cassa di espansione sono già iniziati per uno dei 4 lotti previsti per il finanziamento. Ciò grazie ai fondi del PNRR. È prevista anche una modifica al manufatto regolatore, con l’inserimento di paratoie manovrabili, progetto previsto ed atteso da anni e che ancora deve vedere l'affidamento dei lavori e l'accantieramento. 'A questi interventi - riferiscono i comitati - seguiranno ulteriori opere finanziate dalla Regione, finalizzate ad aumentare ulteriormente la capacità di invaso.
Tuttavia, i comitati hanno ribadito la necessità di avere tempistiche certe e garanzie sui finanziamenti, ritenendo insufficiente la comunicazione istituzionale finora ricevuta'.

 

Un tema particolarmente sentito riguarda la messa in sicurezza dei fiumi Secchia e Panaro rispetto alla piena centenaria (TR100). I comitati hanno evidenziato come il livello di protezione attuale sia appena sufficiente e come la progettazione esecutiva proceda con lentezza, anche a causa dell’impegno degli organici AIPo nei cantieri delle casse di espansione. Da qui l’appello a non rimandare ulteriormente interventi che potrebbero risultare decisivi in caso di eventi meteorologici estremi.

 

Accanto agli aspetti tecnici, i comitati hanno posto l’accento sulla necessità di una comunicazione istituzionale più chiara, puntuale e accessibile. L’ingegner Cajò ha rilanciato la proposta di un cronoprogramma pubblico che raccolga tutti gli interventi previsti lungo l’intero tracciato di Secchia e Panaro, con aggiornamenti costanti e verificabili. Sul fronte della divulgazione ai cittadini, Cajò e Neviani hanno dato la loro disponibilità a collaborare con Regione e AIPo per rendere più comprensibili concetti e documenti spesso complessi, contribuendo così a colmare il divario tra tecnicismi e comprensione pubblica.

 

In chiusura, la sottosegretaria Manuela Rontini ha assicurato che i comitati saranno riconvocati non appena vi saranno novità sulla gestione della sicurezza idraulica. Un impegno che i rappresentanti civici hanno accolto come un segnale importante di apertura e di riconoscimento del ruolo svolto in questi anni dalle comunità locali.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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