Una lista civica di sinistra, strutturata, con un proprio comitato interno, non finta e paravento rispetto ai partiti e ai movimenti che ci stanno dietro; una lista in grado, al ballottaggio, di scegliere, al di fuori del PD, un rapporto con M5Stelle o PD, aspicando che l'asse Lega - M5S a livello nazionale non si trasferisca alle periferie.
Nella visione di lista civica di sinistra tratteggiata dal Senatore Lanfranco Turci nel corso del confronto pubblico sul tema Partecipazione e Civismo Politico, organizzato ieri presso la sala Pucci di Modena, ci sono di fatto sia finalità sia summa dell'incontro stesso. Ovvero, c'è l'anima di una sinistra scissa dal PD, e ulteriormente scissa nella sua galassia interna; una sinistra che, pur rivendicando la propria identità, ne appare desolatamente in cerca; persa in sé stessa, in cerca d'autore, ancora incapace di affrontare, di spiegare e di spiegarsi, il travaso di voti ed elettori dalla propria compagine a quella del M5S. Impressionante, senza precedenti, e tutto da recuperare. Incapace di capire il successo di comitati cittadini capaci di spostare voti interpretando ed indirizzando il malcotento anti-sistema in un altro sistema.
Una sinistra che si appella ad un'esperienza vincente come quella di Arturo Lorenzoni che con una lista civica creata, finanziata e promossa con 50.000 euro è diventato vicesindaco di Padova (al sindaco gliene sono serviti 500.000 euro per la campagna elettorale), sbaragliando un centro destra dato per favorito.
E lì, davanti, ad ascoltarlo, c'erano più che altro rappresentanti di partito e di movimenti politici. Di sinistra. Di Modena. Tra speranza e disillusione. A fare domande o a cercare conferme.
Dall'ex Senatore e deputato LanfrancoTurci (Leu), ad Andrea De Pietri (Sinistra Italiana). Da Marco Chincarini (Per me Modena), alla pavullese Morena Minelli che ha lasciato la giunta PD prima delle elezioni, creando una lista civica e sperando di realizzare e completare la propria corsa a sindaco. Tentativo fallito. E ancora il segretario Pd, Fava, il sindaco di Castelfranco Emilia Reggianini, il consigliere regionale sempre in quota Pd Luca Sabbatini, l'ex senatore socialista Paolo Cristoni, il capogruppo di MdP Paolo Trande. Gianni Ballista, ex segretario generale Cgil. C'erano gli esponenti di Potere al Popolo, poi i rappresentanti del comitato per il no alla cispadana e per il no alla Bretella Campogalliano - Sassuolo.
I comitati, appunto, altro cruccio per partiti e movimenti, impegnati spesso a scimiottarne temi, contenuti, forme del trovarsi, nel malcelato tentativo di riportare un giorno, all'interno del proprio alveo, la protesta e la voglia di partecipazione dei cittadini che non si è più in grad di interpretare.
Nel video un passaggio dell'intervento dell'ex Senatore Lanfranco Turci



