Articoli Società

Esposizione a benzene, alta tensione e leucemie infantili: la correlazione c'è

Esposizione a benzene, alta tensione e leucemie infantili: la correlazione c'è

Accertati in uno studio Unimore finanziato da Aseop e presentato questa mattina. Ci spiega i risultati il professor Marco Vinceti


1 minuto di lettura

L'insorgenza di leucemie in età pediatrica collegata all'esposizione a benzene e ad emissioni di energia elettrica da impianti ad alta tensione. La correlazione c'è ed è stata evidenziata in un recente studio condotto dal gruppo di ricercatori della Sezione di Sanità Pubblica del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia coordinato dal professor Marco Vinceti. La leucemia è la patologia oncologica più diffusa, e lo studio ha indagato il rapporto tra il suo insorgere e la residenza a distanza ravvicinata nell'ordine di alcune decine di metri, da distributori di carburante e da linee ad alta tensione.

I risultati dello studio, finanziato da Aseop e condotto in collaborazione con i medici del Reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Modena e con il personale dell'Ingegneria Spaziale-Ambientale di Unimore, sono stati presentati presso la Casa di Fausta, a Modena e da poco pubblicati sulla principale rivista internazionale di epidemiologia, lo European Journal of Epidemiology, e rappresentano un ulteriore, fondamentale tassello nella ricerca in ambito oncologico pediatrico ma non solo. Le conclusioni possono fornire elementi utili se non vincolanti in ambito di programmazione urbanistica.

Nel video il professor Vincenti ed il presidente Aseop Erio Bagni

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.