La protesta, secondo la Questura, ha visto la partecipazione di almeno 8mila persone. Il coordinamento lavoratori portuali in un comunicato spiega che “non ha cambiato idea sul green pass per lavorare. Ringrazia tutti i lavoratori portuali che hanno dimostrato cosa significhi la parola solidarietà rifiutando di farsi dividere tra vaccinati e non vaccinati. Hanno capito che tutte le vertenze salariali e di altro tipo non avevano alcun valore se veniva messo in discussione il diritto al lavoro”.
Scrivono poi che “alle aziende portuali che volessero giustificare il taglio di premi di fine anno o il rifiuto di aumenti salariali con l’argomento che hanno dovuto spendere di tasca loro per pagare i tamponi ai dipendenti diciamo: i maggiori costi non li hanno creati i lavoratori, ma il governo con il suo decreto. Si rivolgano perciò a Confindustria, il maggiore è più testardo sostenitore del green pass per lavorare, e al Governo. Possibilmente convincendoli a ragionare, perché prima il decreto green pass viene ritirato, prima verrà tolto un peso a tutti, lavoratori e aziende”. E avvertono “non cerchino di scaricare la cosa sui lavoratori. Che hanno sempre fatto il loro dovere e mai hanno chiesto l’introduzione del green pass”.




