A dispetto di una scelta giunta colpevolmente in ritardo e senza una adeguata rete preparata dai vertici provinciali del partito, il candidato sindaco Negrini sta effettivamente dimostrando un inaspettato estro e un ottimismo che da 'ingenuo' si sta rivelando col passare dei giorni se non contagioso, comunque apprezzato.
Ovvio, la matematica e il non aver tentato per tempo un dialogo coi centristi di Azione, rendono Mezzetti decisamente favorito, ma due elementi nuovi potrebbero giocare a favore del 33enne imprenditore sostenuto da Fdi, Lega, Forza Italia e Noi Moderati.
Il primo è puramente teorico. Il Movimento 5 Stelle a Modena non ha ancora chiuso ufficialmente l'alleanza col Pd e se le crepe che si stanno aprendo a livello nazionale tra Conte e la Schlein superassero la soglia delle semplici schermaglie, allora un clamoroso ripensamento potrebbe portare il Movimento a una corsa solitaria. Una ipotesi che, ovviamente, farebbe la gioia dei consiglieri uscenti, costretti a subire obtorto collo l'alleanza col partito che per 5 anni hanno attaccato e che verrebbe certamente ripagata in termini percentuali dall'elettorato. Con il partito di Conte pronto a una lista autonoma il ballottaggio per Mezzetti sarebbe quasi scontato, nonostante tutto il supporto del partito di Calenda.
Il secondo elemento è più concreto. Negrini sta trovando negli ultimi giorni una inaspettata sponda nella sua sfida a Mezzetti, nel sindaco uscente Giancarlo Muzzarelli. Muzzarelli ha preso malissimo la discontinuità enunciata dal candidato sindaco della coalizione Pd, non si rassegna a un passo indietro in termini di visibilità e potere e, per questo, continua a criticare apertamente le mosse del suo pretendente successore. Ovvio che questo atteggiamento contro Mezzetti gioca a favore di Negrini che, puntando sul concetto di alternanza e non di centrodestra contro centrosinistra, potrebbe riaprire i giochi e costruire, quasi per miracolo, quella rete civica che il suo partito non ha voluto offrirgli.
Giuseppe Leonelli



