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Accademia Militare, giura il 207° corso Fermezza

Accademia Militare, giura il 207° corso Fermezza
Accademia Militare, giura il 207° corso Fermezza

Cerimonia ufficiale nel cortile d'Onore. Il Ministro Crosetto evoca il suo recente rientro da Dubai: 'Non riesco a dividere l'essere ministro dall'essere padre'. Il Capo di Stato Maggiore ai cadetti: 'Preparatevi all'imponderabile, non vogliamo la guerra ma quando arriva non chiede permesso'

Cerimonia ufficiale nel cortile d'Onore. Il Ministro Crosetto evoca il suo recente rientro da Dubai: 'Non riesco a dividere l'essere ministro dall'essere padre'. Il Capo di Stato Maggiore ai cadetti: 'Preparatevi all'imponderabile, non vogliamo la guerra ma quando arriva non chiede permesso'


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Nel cortile d’onore dell’Accademia Militare di Modena si è svolta la cerimonia del giuramento del 207° corso “Fermezza”, che riunisce 254 allievi ufficiali, tra cui 44 donne e 18 stranieri. Una tradizione solenne, scandita dal passo degli allievi e dalla presenza delle massime autorità della Difesa: il ministro Guido Crosetto, il comandante di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano, il capo di Stato maggiore dell’Esercito Carmine Masiello, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e il comandante dell’Accademia Stefano Messina. Tra gli ospiti anche il prefetta Fabrizia Triolo, il sindaco Massimo Mezzetti e il presidente della Ferrari John Elkann.

Nel cortile d'onore, sotto gli occhi di centinaia di parenti che seguono dall'alto dei loggiati, dopo gli onori alla città di Modena, al Tricolore e alla bandiera dell'Accademia, la cerimonia scandita dalla banda dell'Esercito Italiano. Si compongono i cadetti del 206° corso e del 207° questi ultimi pronti a giurare. Il rito scandito dalle parole del comandante dell'Accademia Militare. Il grido Lo Giuro, rimbomba nel cortile, seguito dall'inno nazionale. L'emozione si moltiplica nelle parole e per le parole del Ministro della Difesa, del Comandante dell'Accademia e del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.

Il Capo di Stato Maggiore Masiello: 'Siamo primi a non volere la guerra, ma quando arriva non chiede permesso'

“I tempi che viviamo ci parlano chiaro, non possiamo ignorarli.
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Dobbiamo prepararci anche all’imponderabile, sperando che non arrivi mai”, ha affermato il capo di Stato maggiore dell’Esercito, Carmine Masiello, ricordando che la volontà di pace non basta a scongiurare i conflitti.
“Noi militari siamo i primi a dire che non vogliamo la guerra, perché ne conosciamo gli orrori. Ma quando la guerra entra non chiede permesso”, ha aggiunto, sottolineando come la difesa oggi richieda innovazione continua, capacità di adattamento e padronanza delle tecnologie emergenti.
Rivolgendosi agli allievi, Masiello ha lanciato un invito diretto: “Intercettate i cambiamenti come solo i giovani sanno fare”.

Il Ministro Crosetto: 'Non riesco a discernere l'essere ministro dall'essere padre'

Nel suo intervento, il ministro della Difesa, che dal comandante ha ricevuto il titolo di Cadetto ad Honorem - ha scelto di rivolgersi ai cadetti con un racconto personale, evocando il recente rientro da Dubai allo scoppio della guerra in Medio Oriente. Un episodio che, nelle sue parole, ha messo a nudo la tensione tra ruolo istituzionale e responsabilità familiari.
“In ogni momento sarò per qualunque persona delle Forze armate un po’ ministro e un po’ padre, perché io non riesco
a discernere le cose in me e a dividerle”, ha detto Crosetto, spiegando la “scelta difficile” di non salire immediatamente sull’aereo messo a disposizione per il suo rientro, pur trovandosi in un Paese in cui cadevano bombe e droni.

Il ministro ha raccontato il momento in cui ha dovuto spiegare ai figli perché avesse rifiutato il volo di evacuazione, e quello ancora più duro in cui, una volta messi in salvo in un altro Paese, ha dovuto lasciarli per tornare in Italia: “A quel punto non siete più il loro papà come lo siete stati il giorno prima, siete il ministro. E il ministro non può portare via dei cittadini prima di altri, anche se sono i suoi figli”.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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