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Torna in Marocco e subaffitta la casa popolare, il sindaco conferma: 'Concessione revocata, lui non era in casa ma c'era un ospite'

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Il caso sollevato dalla trasmissione Fuori dal Coro portato in Provincia dal Consigliere FI Platis, e Muzzarelli, come Consigliere provinciale, risponde


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'Al soggetto, inserito nell'elenco Acer, era stata assegnata una casa popolare che gli è stata ritirata perché era altrove e all'interno della casa c'era un ospite'. A ciò che già aveva specificato con un post sulla sua pagina FB all'indomani del botta e risposta avuto con la giornalista di Rete 4 della trasmissione Fuori dal Coro che gli aveva chiesto conto di un alloggio pubblico concesso a Modena (stando ad una mail dell'ufficio casa dello stesso comune), ad un cittadino marocchino che lo aveva subafittato dopo essersi ritrasferito nel suo paese d'origine, il sindaco ha aggiunto oggi una conferma: 'L'affidamento è stato ritirato. Lui non c'era e nella casa c'era un ospite'.

Una conferma arrivata in Consiglio Provinciale, questa mattina, dove Muzzarelli era presente nella sua veste di Consigliere Provinciale, e dove il Consigliere d'opposizione di Forza Italia Antonio Platis aveva chiesto chiarezza (essendo Acer una agenzia partecipata dalla Provincia), sul caso al centro della trasmissione TV.

Che ha visto protagonista un cittadino marocchino che era riuscito ad essere titolare, a Modena, sia di un alloggio popolare sia di un alloggio privato preso in affitto da una modenese proprietaria. Nel primo non viveva e lo subaffittava e nel secondo non viveva, non pagava le rate, ma lo subafittava ugualmente, godendosi entrambi gli introiti del subafitto degli appartamenti pubblici e privati a lui intestati direttamente dal Marocco. L'alloggio popolare, in particolare, veniva utilizzato non per viverci, ma per lucrarci subafittandolo a terzi.

Doppiamente vittima, da cittadina modenese contribuente che con le sue tasse finanzia il sistema degli alloggi pubblici, e come proprietaria di appartamento, che nonostante lo sfratto non riesce a rientrare a casa sua, la donna modenese proprietaria dell'alloggio subaffittato che ha denunciato il tutto al sindaco e alle autorità, rivolgendosi, disperata, non trovando soluzione al suo incubo, anche alla trasmissione televisiva condotta da Mario Giordano che al suo interno ha una rubrica dedicata all'occupazione di alloggi da parte di persone morosi con sfratto.

Una cittadina modenese che anziché verdersi risolto il problema rischia addirittura di vedersi notificate una denuncia dal sindaco stesso per diffamazione, visti i toni accesi con cui la signora si sarebbe rivolta, esasperata dalla situazione, al primo cittadino, in piazza. Primo cittadino che, anche oggi, in Consiglio provinciale, ha continuato a non spendere alcuna parola di condanna nei confronti dell'uomo marocchino, rilanciando per contro la possibilità di ricorrere alle via legali (in quel caso presumibilmente con soldi pubblici), la donna modenese che, esasperata, lo avrebbe diffamato in piazza. 

“Non sono tollerabili maglie larghe” - incalza sul piano politico il Consigliere Platis. 'Ogni caso di subaffitto od occupazione abusiva va perseguita.
La nostra Provincia detiene il 20% di ACER e oggi approviamo l’intero bilancio dell’ente e le sue partecipate. Quanto emerso dalle cronache non può essere sottovalutato. Siamo di fronte a reati gravi che recano un evidente danno erariale. Ho avanzato formale richiesta per verificare puntualmente con ACER ogni situazione, per avere la certezza che le case popolari siano veramente al servizio dei meno abbienti e di chi ne ha realmente bisogno. Una richiesta che il Presidente della Provincia Tomei ha accolto. 
Nei prossimi giorni – appena completato il controllo chiesto da FI ed accolto dal Presidente Tomei – confidiamo vengano punite in modo esemplare tutte le eventuali truffe od occupazioni abusive'

Gli interrogativi ai quali dare risposta e gli aspetti da chiarire rimangono al tanti, sia sul piano tecnico che politico: da chiarire è che cosa il sindaco abbia inteso parlando di 'ospite' trovato all'interno dell'alloggio popolare in questione. Ovvero quell'ospite c'è ancora? E' stato allontanato dall'alloggio nel quale, essendo collegato al soggetto a cui è stata revocata la concessione, non avrebbe diritto e titolarità per stare? Quando è stata revocata la concessione? Che ruolo ha l'ufficio casa del Comune nella gestione della concessione? Perché il sindaco risponde alla giornalista, di non potere revocare la concessione e, in consiglio provinciale, afferma che l'Amministrazione l'ha ritirata? Prima di definire il caso chiuso, come ha fatto il sindaco, queste domande avrebbero bisogno di risposta ma non solo. Perché chiusa anche la parte pubblica, il problema rimane per il risvolto pubblico della parte privata. Perché, che lo si voglia vedere o meno, c'è una donna modenese, proprietaria di un appartamento che è parte lesa e che chiede aiuto perché non sa più cosa fare di fronte all'impossibilità di avere i soldi che le spettano, di potere rientrare nella sua casa e di dovere subire l'arroganza di chi dopo avere ridotto sfratto esecutivo in carta straccia e avere negato soldi e serenità si fa beffa di lei, dal Marocco. Per il sindaco non dovrebbe essere difficile scegliere da che parte stare.

Gianni Galeotti


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