La risposta del Comune passa attraverso un sistema di accoglienza che si appoggia quasi interamente a strutture ricettive private: affittacamere, B&B, residence, ostelli, agriturismi, contesti alberghieri. Il bando è diviso in sette lotti. Il lotto più rilevante, il numero 6, riguarda infatti l’accoglienza di media-lunga durata e da solo vale 1,6 milioni di euro in due anni. Prevede 50 posti e 12.000 pasti all'anno.
La gara viene suddivisa in sette lotti, raggruppati in tre aree: la pronta accoglienza per le emergenze, l’accoglienza con bassi livelli di assistenza sociale e quella con accompagnamento educativo per i progetti di inclusione. La durata prevista è di 24 mesi, con possibilità di rinnovo per altri due anni e una proroga di quattro mesi. Una parte dei costi, limitatamente ai lotti 4 e 6, viene coperta dagli utenti stessi, che contribuiscono rispettivamente per il 20% e il 15% della spesa, per un totale stimato di poco più di centomila euro l’anno.
Il Comune di Modena stanzia milioni per alloggi temporanei, ma non riesce ancora ad intervenire efficacemente sulle cause strutturali del disagio abitativo: affitti troppo alti, precarietà lavorativa, sfratti in aumento, difficoltà di ingresso o rientro nel mercato privato. Il rischio è che l’accoglienza diventi un parcheggio sociale molto costoso, che serve a tamponare una emergenza sempre più ampia.

.jpg)
