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Alloggi sfitti, il Comune di Modena ci riprova: diecimila lettere ai proprietari

Alloggi sfitti, il Comune di Modena ci riprova: diecimila lettere ai proprietari

L'Amministrazione mette in campo nuovi strumenti per convincere i proprietari ad aderire alla gestione dell'Agenzia casa del Comune. Dopo il flop della proposta di trasformare gli uffici, confronto con la Regione per alzare la soglia dei 10 anni. E sul piano casa del governo, Maletti lapidaria: 'Non si possono fare nozze con fichi secchi'


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Il Comune di Modena corregge il tiro rispetto agli strumenti per affrontare l'emergenza casa puntando anche sui 10.000 alloggi sfitti attualmente presenti a Modena, divisi tra 6 000 alloggi residenziali e circa 4000 uffici che con le nuove regole potrebbero essere trasformati in alloggi da destinare ad affitto a canone calmierato gestito dall'agenzia casa del comune.

Il Vicesindaco e Assessore alle politiche abitative del Comune Francesca Maletti. interpellata ieri a margine di una iniziativa a Modena, conferma che dopo i risultati molto inferiori alle attese del progetto di trasformazione temporanea di uffici sfitti l’amministrazione ha messo in campo due strumenti: l’invio di 10.000 lettere ai proprietari, di fatto un'attività di persuasione basata sull'informazione delle opportunità offerte dal Comune e l'invito a recarsi presso i propri uffici per valutare le singole situazioni, e un’interlocuzione formale, dei due assessori alla Casa e all'Urbanistica, Francesca Maletti e Carla Ferrari, con la Regione Emilia-Romagna, per modificare la durata dei contratti, oggi fissata in 10 anni. Una proposta, quest'ultima, nata proprio dalle richieste dei proprietari che avrebbero espresso, tra le ragioni della mancata adesione, la limitata durata dell'accordo col Comune. In sostanza, gli attuali dieci anni garantirebbero un rientro limitato degli investimenti fatti per la riqualificazione e la trasformazione degli immobili.
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Nonostante gli strumenti messi in campo fino ad ora dal comune le adesioni registrate nei primi mesi del 2026 sono state circa una decina, almeno per quanto riguarda la proposta di trasformare gli affitti Un nulla rispetto ai numeri dell'emergenza a Modena. Da qui la necessità di un’azione diretta e capillare per intercettare chi potrebbe mettere a disposizione immobili oggi inutilizzati.

Altro fronte quello delle opportunità, che allo stato attuale sembrerebbero più limiti, del nuovo piano casa del governo. La posizione dell’assessore è chiara: 'Senza risorse certe e garanzie sui finanziamenti, il Piano rischia di essere insufficiente'. Il riferimento storico è esplicito: l’ultimo vero Piano Casa strutturato risale all’epoca di Amintore Fanfani, quando l’edilizia popolare era un pilastro della politica nazionale. Oggi, invece, il patrimonio ERP è “vetusto e bisognoso di interventi profondi”.
Secondo Maletti, non basta programmare nuove costruzioni: serve anche finanziare la ristrutturazione del patrimonio esistente, servono garanzie sui fondi, serve un impegno stabile e pluriennale dello Stato. E chiude con una battuta che sintetizza il problema: “Non si possono fare nozze coi fichi secchi”.

Nella foto, l'assessore alle politiche abitative del Comune di Modena Francesca Maletti
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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