La cifra deriva da una simulazione elaborata da Hera S.p.A. su richiesta del Comune, finalizzata a quantificare l’importo necessario per mantenere invariato il beneficio 2024 nonostante il passaggio al nuovo sistema tariffario, dal 2025. La relazione tecnica ha indicato che per raggiungere l’equivalenza con il 2024 occorrono 228.115,65 euro, comprensivi di imponibile, TEFA e IVA. Il Comune, dopo aver prenotato la somma nel bilancio 2026–2028, ha ora formalizzato l’impegno di spesa, che Hera fatturerà al Comune una volta applicate le agevolazioni alle utenze interessate.
Una notizia sicuramente positiva per il mondo del terzo settore ma che non impatta le utenze domestiche. Un quadro che, come tale, fa emergere due considerazioni rilevanti. La prima riguarda il costo della tariffa puntuale, ed è in sostanza un dato di fatto. La simulazione Hera mostra che per mantenere lo stesso livello di agevolazione del 2024 servono oltre 228 mila euro aggiuntivi, di cui il Comune ha scelto di sgravare Onlus e cooperative sociali.
La seconda considerazione è politica e di opportunità. Il calcolo fatto da Hera su richiesta del comune indica che un conteggio sul peso annuale della tariffa puntuale per i diversi soggetti, nel confronto con il peso rappresentato dalla Tari negli scorsi anni, è possibile. Fino ad ora anche a richiesta, in consiglio comunale, tale simulazione e caalcolo non erano stati esposti. L’amministrazione, visto anche l'enorme avanzo di bilancio certificato nei giorni scorsi per l'esercizio 2025, e da 'scaricare' sul 2026 con azioni che saranno via via definite, potrebbe scegliere di sgravare parte della Tariffa Puntuale, oltre che agli enti no profit, anche alle famiglie in difficoltà che potrebbero trovarsi nella stessa condizione di maggiore esposizione economica dovuta alla TCP. Una proposta che da qui potrebbe entrare presto nel dibattito politico.



