'Abbiamo scelto di sostenere il progetto politico di Marco Rizzo, riconoscendone la visione politica di riferimento per chi vuole la riconquista della sovranità nazionale, la pace e la neutralità dell'Italia, la difesa del lavoro e della sanità pubblica. In Emilia Romagna sarà avviato il Comitato Costituente Regionale, aperto a tutti coloro che si rispecchiano in questi valori e che vogliano dare un contributo - spiega Fontanesi -. L’Italia del Domani rappresenta oggi la lotta del popolo contro le élite, del basso verso l'alto. Contro un'Europa sempre matrigna e promotrice di leggi di controllo - come euro digitale e 'Chat Control'- e sempre più impegnata a spingere per una guerra alla Russia, sempre più pericolosa e finanziata con i tagli alle nostre pensioni e al nostro welfare, già in crisi .
Nel proseguire la lotta determinati e coerenti con le nostre posizioni, non possiamo fare a meno di salutare con un fraterno abbraccio tutti coloro che con noi hanno condiviso questi anni, gomito a gomito sul territorio. Avanti verso l'Italia del Domani, con Marco Rizzo per costruire un’Italia Sovrana e quindi libera'.
La replica
'In relazione al comunicato recentemente pubblicato, riteniamo necessario fare alcune precisazioni. La decisione autonoma dell’ex coordinatore regionale Alberto Fontanesi e di tre ex dirigenti provinciali di dimettersi dal proprio incarico, non rappresenta certamente l’uscita della maggioranza del Partito Democrazia Sovrana Polare in Emila Romagna, né è espressione della volontà di tutti i militanti delle strutture territoriali - afferma Massimo Campanini, coordinatore provinciale Parma Democrazia Sovrana Popolare -. Al contrario, una parte largamente maggioritaria della comunità emiliana di DSP, rappresentata da dirigenti locali attivi nel territorio regionale, ha scelto di rimanere fedele al partito, ai suoi principi e al percorso politico costruito insieme. Le scelte personali di alcuni ex dirigenti non rappresentano quindi la volontà della base e non determinano il venir meno della presenza territoriale di Democrazia Sovrana Popolare, né tanto meno il suo indebolimento'.'Nel rispetto delle scelte individuali, riteniamo doveroso distinguere le decisioni assunte da alcuni ex dirigenti dalla volontà di quanti continuano a riconoscersi in DSP.


