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Strage di Bologna, 46 anni dopo. Schlein: 'Infame attentato neofascista'

Strage di Bologna, 46 anni dopo. Schlein: 'Infame attentato neofascista'

Hanno sfilato anche i familiari di Abderrahim Fakir assieme al sindaco Matteo Lepore e alle istituzioni al corteo


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'Per noi è la più importante giornata nella storia della nostra città: il 2 agosto 1980 abbiamo perso 85 persone, ci sono stati oltre 200 feriti. E’ stata una giornata di morte, ma anche l’inizio della speranza, Bologna ha raccolto le sue maceria e da allora la nostra storia è cambiata'. Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore, aprendo stamane la cerimonia per l’anniversario della strage incontrano i famigliari delle vittime nel cortile di Palazzo D’Accursio, presente anche il sottosegretario del Viminale Nicola Molteni. 'A differenza delle intenzioni di chi ha organizzato l’attentato, la nostra democrazia oggi è più forte. Il nostro corteo di oggi è uno dei pilastri più importanti della nostra democrazia”, ha aggiunto ancora Lepore, che prima di iniziare, tra i saluti di rito, ha chiesto anche un applauso alle forze dell’ordine “per cio’ che fanno per noi ogni giorno'.
Hanno sfilato anche i familiari di Abderrahim Fakir assieme al sindaco Matteo Lepore e alle istituzioni al corteo. Ci sono la nipote Yossra e la sorella, subito dietro il sindaco, il presidente della Regione, Michele de Pascale e il sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni.
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Due ali di folla hanno accolto il passaggio del corteo, con applausi e grida di incitamento al sindaco, sotto scorta per aver ricevuto minacce on line.
A ricordare i 46 anni 'dalla infame strage neofascista' c’è a Bologna anche la segretaria Pd Elly Schlein. 'Vedo moltissimi sindaci e amministratori da tutta Italia. È una bella risposta', dice Schlein arrivata nel cortile di palazzo D’Accursio per l’incontro coi famigliari. 'Siamo e continueremo a essere a fianco dell’associazione dei familiari delle vittime che da 46 anni lottano per fare emergere tutta la verità e non consentiremo che si provi a riscrivere la storia. La storia che è fissata sulle sentenze ottenute anche in questi anni, grazie al lavoro dell’associazione dei familiari delle vittime, della Procura generale di Bologna, a cui dobbiamo tanta riconoscenza per essere arrivati fino in fondo nella richiesta di verità e giustizia anche nel processo sui mandanti'.
La dem sottolinea che è 'scritto in quelle sentenze che è stata una strage di matrice neofascista con un intento eversivo e portata avanti anche insieme ad apparati deviati. Ora bisogna che a partire da quelle sentenze che devono essere pubblicate e studiate a fondo, si prosegua nella ricerca della verità e negli approfondimenti necessari, come anche oggi hanno chiesto i familiari delle vittime”'.
I famigliari, sottolinea poi la segretaria, 'hanno ragione anche a chiedere che ci siano tutte le risposte a loro dovute con la piena attuazione della legge sulle vittime. Quindi continueremo a insistere insieme a loro in questa direzione perché la verità è un diritto anzitutto dei familiari delle vittime, ma un diritto di tutte le cittadine e di tutti i cittadini italiani. Noi andremo avanti'.
'Da ogni presidente del Consiglio, ci aspettiamo un approccio rigoroso e onesto. Oltre a definire buia la strage del 2 agosto, va trovato il coraggio di dire non solo che è ‘buia’, ma che è qualcosa di più: che è la pagina più nera del neofascismo italiano e dei pezzi dello Stato che tradirono la Repubblica'. È il monito del presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, Paolo Lambertini, nel suo primo discorso dal palco di piazza Medaglie d’oro, dopo aver preso il testimone da Paolo Bolognesi.

 

'Il segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani. Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell’intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza.
E’ una consapevolezza che riguarda la nostra comunità, i giovani anzitutto. E rilancia l’impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere'. Così, in una nota, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 'Quell’impegno, quella solidarietà che Bologna e l’Italia intera seppero offrire per impedire che gli assassini e i loro complici riuscissero nell’intento di sovvertire i principi costituzionali, colpire la convivenza e le conquiste sociali – ha aggiunto -. Il popolo italiano li ha sconfitti nella gravosa ricerca della verità. La Repubblica è grata ai magistrati e agli uomini delle istituzioni che, con il loro lavoro, si sono dimostrati più forti dei tentativi di depistaggio e ai familiari delle vittime per il loro appassionato impegno per la verità. Fare giustizia è vittoria della democrazia', ha concluso.
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