Dopo gli scontri, con una città per una parte messa a ferro e fuoco, con danni al patrimonio pubblico e privato e riferimento di 60 agenti, il sindaco Lepore era finito nel mirino delle critiche , oltre che di richieste di dimissioni formalizzate sul piano politico anche con una raccolta firme promossa da Fratelli d'Italia e che avrebbe avuto l'adesione di migliaia di cittadini.
Critiche alle quali il sindaco ha difeso la scelta parlando di tutela del diritto a manifestare. Da quel momento la tensione, anche del dibattito, è rimasta sempre molto alta. E questo non aiuta in vista della nuova mobilitazione prevista questa sera al Pilastro, quartiere di Bologna dove si è verificata la morte di Fakir, e dove la comunità si prepara a un corteo che partirà proprio dal luogo in cui Fakir ha perso la vita.
Tensione che non è calata sui social nel momento in cui si è diffusa la notizia della scorta disposta per il sindaco Lepore. Una decisione che ha generato un effetto politico inatteso. Da più fronti, soprattutto dal Partito Democratico, sono arrivati messaggi di solidarietà al sindaco. Tuttavia, sui social, la reazione è stata opposta: anziché condividere la solidarietà una vasta quantità di commenti hanno continuato a criticare Lepore, attribuendogli responsabilità politiche per aver sostenuto una manifestazione poi degenerata in una rivolta contro lo Stato, con gravi danni al commercio e alla città. Picchi molto alti in questo senso quelli raggiunti nei post sui profili dell’europarlamentare Stefano Bonaccini e dell’assessore regionale Irene Priolo. Molti utenti hanno continuato a criticare Lepore per avere promosso la prima manifestazione ed evidenziato, dopo la notizia della scorta, un presunto paradosso: Lepore ora sarebbe protetto proprio dalle forze dell’ordine che, durante la manifestazione da lui sostenuta, sono state attaccate, ferite, insultate e messe a rischio.
Nella foto i post di Stefano Bonacini e Irene Priolo sui loro profili social, in solidarietà al sindaco di Bologna Matteo Lepore, e che hanno generato un fiume di critiche


