L'atto consiliare poggia su una realtà fotografata da dossier di ricerca nazionali, come quelli curati di recente dall'associazione Padri Separati Milano, che svelano un legame diretto e inquietante tra la frattura familiare e la perdita della stabilità vitale. In Italia si stima che circa 800.000 padri single affrontino gravissimi problemi economici, stretti tra l'obbligo del mantenimento dei figli e l'improvvisa perdita della casa coniugale. Ma il dato più allarmante, che la mozione denuncia con forza, è il pesante tributo in vite umane: la correlazione statistica tra la condizione di padre separato e l'aumento del rischio di isolamento ha portato il tasso suicidario a livelli critici, quantificabili in circa 200-300 casi all'anno a livello nazionale.
Una strage silenziosa legata alla repentina perdita della dignità personale, della casa e, nei casi più gravi, della possibilità di mantenere un rapporto quotidiano e sereno con i propri figli. Proprio per arginare questa deriva e offrire un paracadute sociale a chi si ritrova improvvisamente senza un tetto o sul filo dell'indigenza, la mozione impegna il Comune a farsi promotore attivo presso l’Unione dei Comuni del Sorbara – l'ente che gestisce le politiche sociali e abitative – per l’istituzione di un fondo economico straordinario e dedicato.
La proposta prevede tre pilastri fondamentali: contributi urgenti per l’emergenza abitativa (come il sostegno agli affitti o il reperimento di alloggi temporanei a canone calmierato per evitare soluzioni precarie), voucher di solidarietà per le spese di prima necessità e la creazione di percorsi gratuiti di supporto psicologico, orientamento legale ed economico in stretta sinergia con il Terzo Settore.
I consiglieri chiedono inoltre che i criteri di accesso al fondo non si limitino al freddo dato dell'ISEE corrente, ma valutino il reale e immediato squilibrio finanziario post-separazione, intercettando la fragilità prima che si trasformi in tragedia.
'La perdita dell'abitazione principale e la drastica riduzione del reddito non sono solo problemi economici, ma mine pronte a esplodere sulla stabilità psicologica di un individuo. Non possiamo restare a guardare mentre questa crisi invisibile continua a mietere vittime. Chiediamo che le istituzioni locali facciano la propria parte, offrendo non solo aiuti materiali, ma anche un supporto psicologico e legale che possa ridare speranza e dignità a chi pensa di aver perso tutto. Confidiamo che la Giunta e il Consiglio Comunale dimostrino la sensibilità e la responsabilità necessarie per approvare questo atto di civiltà'. L’atto che sarà sottoposto alla discussione consigliare e all'eventuale approvazione, impegna infine l’amministrazione a riferire in sede di capigruppo entro sei mesi dall'approvazione del documento circa lo stato di avanzamento del confronto in sede di Unione dei Comuni.


