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Arresto cardiaco, Muzzarelli e Gordini: 'Rendere l'Emilia-Romagna sempre più pronta a salvare vite'

Arresto cardiaco, Muzzarelli e Gordini: 'Rendere l'Emilia-Romagna sempre più pronta a salvare vite'

'L'Emilia-Romagna ha tutte le competenze per diventare un punto di riferimento nazionale nella prevenzione dell'arresto cardiaco'


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Un sistema regionale più forte per prevenire e affrontare l'arresto cardiaco fuori dall'ospedale, rafforzando la rete dei soccorsi, aumentando la presenza dei defibrillatori, formando sempre più cittadini e investendo sulla prevenzione, soprattutto tra i giovani. È questo l'obiettivo del progetto di legge “Disciplina del sistema regionale integrato per la gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero e per la promozione della prevenzione collettiva, delle tecnologie e della partecipazione della comunità” presentato dai consiglieri regionali Gian Carlo Muzzarelli (Partito Democratico) e Giovanni Gordini (Civici con de Pascale), che punta a costruire un modello regionale capace di mettere in rete sanità, tecnologia, volontariato, scuole e mondo dello sport. Alla presentazione hanno preso parte, con le loro testimonianze e loro contributi professionali, Enrico Gambi, sopravvissuto ad un arresto cardiaco grazie anche alla tecnologia offerta dall’app RespondER, l’ingegnera Donatella Del Giudice (responsabile tecnologie centrali operative – Ausl Bologna), il dottor Federico Semeraro (medico rianimatore e presidente European Resuscitation Council) e il dottor Francesco Fedele (medico cardiologo).

'Con questa proposta – spiegano Gian Carlo Muzzarelli e Giovanni Gordini – vogliamo dare all'Emilia-Romagna un sistema chiaro e uniforme su tutto il territorio, in grado di intervenire rapidamente ma soprattutto di investire sulla prevenzione. Quando una persona è colpita da un arresto cardiaco ogni minuto può essere decisivo.

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Per questo è importante che istituzioni, sanità, scuola, sport, volontariato e cittadini lavorino insieme. Salvare una vita può dipendere anche da chi si trova nelle vicinanze e sa come intervenire.'

Il progetto di legge mette ordine alle tante iniziative già esistenti e le riunisce in un'unica strategia regionale. Prevede il potenziamento della rete dei defibrillatori automatici esterni (DAE), il loro monitoraggio costante, il rafforzamento del Registro regionale degli arresti cardiaci extraospedalieri (RACER), della piattaforma digitale DAE respondER e un coordinamento stabile tra aziende sanitarie, sistema 118, Terzo settore, scuole e associazioni sportive.

Grande attenzione è riservata anche ai più giovani, con programmi di prevenzione della morte cardiaca improvvisa nelle scuole, screening dedicati, il coinvolgimento della medicina dello sport e percorsi specifici rivolti a ragazze e ragazzi. La proposta dedica inoltre un'attenzione particolare alla medicina di genere, promuovendo la formazione degli operatori sanitari e una maggiore consapevolezza sul fatto che le malattie cardiovascolari nelle donne possono manifestarsi con sintomi differenti rispetto agli uomini e richiedono percorsi diagnostici e terapeutici sempre più mirati. Un approccio che punta a superare modelli costruiti prevalentemente sulla ricerca clinica condotta sulla popolazione maschile, contribuendo a garantire cure più appropriate ed efficaci anche per le donne.

La proposta riconosce inoltre il ruolo fondamentale del volontariato e del Terzo settore nella formazione dei cittadini e nella costruzione di una rete di primo soccorso sempre più diffusa.

'Non vogliamo limitarci a migliorare la risposta all'emergenza – aggiungono Muzzarelli e Gordini –. Vogliamo costruire una comunità più preparata, dove sempre più persone sappiano riconoscere un arresto cardiaco, chiamare subito i soccorsi e utilizzare un defibrillatore. È così che si salvano vite. Ma vogliamo anche diffondere una cultura della prevenzione più moderna e inclusiva, che tenga conto delle differenze di genere nella salute cardiovascolare e contribuisca a ridurre i ritardi diagnostici e terapeutici che ancora oggi colpiscono troppe donne. Per questo investiamo nella formazione, coinvolgendo scuole, società sportive, associazioni e operatori sanitari.'

La proposta introduce anche la Settimana regionale 'Viva!', dedicata alla sensibilizzazione dei cittadini, sostiene programmi di formazione e ricerca, promuove percorsi di riabilitazione per chi sopravvive a un arresto cardiaco e rafforza gli strumenti per monitorare i risultati delle politiche regionali e migliorarle nel tempo.

'Investire nella prevenzione significa salvare vite e rafforzare la sanità pubblica – concludono Muzzarelli e Gordini –.

L'Emilia-Romagna ha tutte le competenze per diventare un punto di riferimento nazionale nella prevenzione dell'arresto cardiaco, nella diffusione di una rete di soccorso sempre più efficace e nella promozione di una medicina sempre più attenta alle differenze di genere'.

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