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Trasporto pubblico, parere tecnico conferma il dovere del Comune di Modena di assumere il controllo pubblico

Trasporto pubblico, parere tecnico conferma il dovere del Comune di Modena di assumere il controllo pubblico

'La nomina del componente del Cda non si esaurisce in un mero atto fiduciario, ma si correda di una direttiva vincolante'


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'Alla luce degli indirizzi espressi dalla Corte dei Conti, il patto parasociale che il Comune di Modena è chiamato a promuovere non può limitarsi a un mero accordo di cortesia o di semplice consultazione. Per soddisfare i rilievi della Magistratura contabile, che esige un controllo pubblico effettivo, attuale e ineludibile, è necessario strutturare un contratto di sindacato che superi la natura puramente informativa dei patti di consultazione... Il patto dovrebbe dunque configurarsi primariamente come un sindacato di voto finalizzato a trasformare la somma delle partecipazioni frammentate dei vari enti pubblici soci in un unico blocco decisionale coeso'. E' questo uno dei passaggi chiave del parere messo nero su bianco dall'avvocato Giuseppe Piperata circa 'le modalità di recepimento delle indicazioni espresse dalla Corte dei Conti in merito alla configurazione della governance di Seta Spa, in particolare con riferimento alla possibilità di costituire un patto di sindacato per esercitare il controllo della società'.

La consulenza dal valore di 10mila euro, era stata chiesta dallo stesso Comune di Modena.

Piperata, professore ordinario di Diritto amministrativo presso l’Università IUAV di Venezia e avvocato cassazionista a Bologna, in sostanza rimarca la impellente necessità, da parte del Comune di Modena e dei soci pubblici, di assumere il controllo pubblico

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di Seta, con l'obiettivo di ricondurre 'anche Tper, e di conseguenza la controllata Herm, nell'alveo del controllo pubblico''.

Una relazione di 19 pagine, inviata il 9 luglio scorso a piazza Grande della quale La Pressa è entrata in possesso, che si inserisce a gamba tesa nel dibattito sulla governance di Seta e - quindi - anche sulle responsabilità nella recente stangata nel prezzo del biglietto del bus.

'L'impegno dei soci pubblici - si legge nel parere - deve evolvere dalla configurazione del mero sindacato di voto verso quella, più incisiva, di un sindacato di gestione che mira a conformare l'attività gestoria vera e propria, assicurando che l'azione della società sia costantemente orientata al perseguimento dell'interesse pubblico. E' essenziale che i soci pubblici si impegnino formalmente a coordinarsi affinchè i tre rappresentanti di loro nomina nel Cda agiscano non come esponenti di singole amministrazioni frammentate, bensì come espressione di un unico centro decisionale pubblicistico'. E ancora: 'La nomina del componente del Cda non si esaurisce in un mero atto fiduciario, ma si correda di una direttiva vincolante volta a far sì che il rappresentante operi all'interno dell'organo di amministrazione come terminale operativo di un unico centro decisionale pubblicistico'.

Nella foto l'ad di Seta, Riccardo

Roat

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