Monica Esposito, fu travolta insieme al marito ma non riuscì più a recuperare la devastazione del trauma subito.
Una chiesa non gremita, ma partecipe nel silenzio, nell'eco delle voci delle autorità, alternati a silenzi carichi di emozione. In prima fila, i tre figli di Monica Esposito e una sorella. Attorno a loro, la comunità ferita che ha risposto all’invito del vescovo Erio Castellucci e del sindaco Massimo Mezzetti per una veglia di preghiera e raccoglimento in sua memoria.
Fuori dal Duomo, al contrario di alcuni tam tam social, nessuna manifestazione spontanea.
Al prefetto di Modena Patrizia Triolo, il compito istituzionale da massimo rappresentante dello Stato in provincia di Modena, di leggere il messaggio inviato dal Presidente Sergio Mattarella alla famiglia:
'Ho appreso la triste notizia della morte di sua moglie dopo due mesi di sofferenza a causa del gravissimo crimine sulle strade di Modena. Desidero esprimere a lei e ai suoi figli la vicinanza della Repubblica e mia personale nella drammatica condizione che attraversa la vita della sua famiglia. Con grande solidarietà, Sergio Mattarella'.
Il vescovo Erio Castellucci ha aperto la veglia con la lettura del Vangelo di Giovanni, la scena ai piedi della croce. Da lì ha sviluppato una riflessione sul dolore innocente, sulla violenza che lacera le comunità e sulla necessità di non distogliere lo sguardo.
Nella seconda parte del suo intervento, rivolgendosi direttamente alla famiglia, Castellucci ha ricordato il gesto della donazione degli organi compiuto nel rispetto della volontà di Monica: 'Da una morte così assurda avete saputo ricavare un alito di vita per altri'. Ha parlato di 'spiragli di luce' che devono aprirsi anche dentro le tragedie più dure, di una città chiamata a sostenere chi soffre e a non cedere all’oscurità: 'Il male devasta e uccide, ma non deve averla vinta sul bene. Siamo qui per dire che non lasceremo vincere il male'.
Il sindaco Massimo Mezzetti ha scelto di concentrarsi sul valore delle parole nei momenti di dolore collettivo.
Mezzetti ha ricordato che il 16 maggio 'non è stata spezzata soltanto la vita di Monica Esposito, ma sono state ferite altre persone e l’intera città, colpita nel suo senso di sicurezza e umanità', Poi un auspicio che è anche speranza: 'L’odio non restituisce ciò che abbiamo perduto e non costruisce un futuro migliore”. E ha ribadito la necessità di chiedere giustizia “con fermezza, per Monica, per i feriti e per la comunità'.
Dentro la Cattedrale, oltre al sindaco e al vescovo, e prefetto, erano presenti anche i sindaci di Nonantola, comune in cui Monica viveva, e di Ravarino, comune in cui l'attentatore vive con la sua famiglia, rappresentanti delle forze dell’ordine, autorità civili e militari, e numerosi consiglieri regionali e comunali di maggioranza e opposizione.
Nella foto, in prima fila tra i presenti i figli e la sorella di Monica Esposito, le autorità e la cittadinanza.Nei riquadri, in alto l'Arcivescovo di Modena e Nonantola Erio Castellucci e il prefetto di Modena Patrizia Triolo



