Articoli Società

Veglia in Duomo per Monica Esposito, il messaggio di Mattarella alla famiglia: 'La Repubblica vi è vicina'

Veglia in Duomo per Monica Esposito, il messaggio di Mattarella alla famiglia: 'La Repubblica vi è vicina'

Il vescovo Castellucci e il sindaco Mezzetti: 'Non lasceremo vincere il male. Le parole servono a non sentirsi soli'


3 minuti di lettura

Cattedrale di Modena, mercoledì sera, all'indomani della notizia della morte di Monica Esposito e a poche ore dalla scelta di Vescovo e sindaco di organizzare una celebrazione a lei dedicata. Monica Esposito, la donna, madre di tre figli, ricoverata all'ospedale di Baggiovara, deceduta ad oltre due mesi da quel maledetto 16 maggio, giorno dell'attentato messo a segno dal 32enne Salim El Koudri, che alla guida di un'auto travolse 7 persone tentando poi di ucciderne altre armato di coltello.
Monica Esposito, fu travolta insieme al marito ma non riuscì più a recuperare la devastazione del trauma subito.
Una chiesa non gremita, ma partecipe nel silenzio, nell'eco delle voci delle autorità, alternati a silenzi carichi di emozione. In prima fila, i tre figli di Monica Esposito e una sorella. Attorno a loro, la comunità ferita che ha risposto all’invito del vescovo Erio Castellucci e del sindaco Massimo Mezzetti per una veglia di preghiera e raccoglimento in sua memoria.
Fuori dal Duomo, al contrario di alcuni tam tam social, nessuna manifestazione spontanea.
Al prefetto di Modena Patrizia Triolo, il compito istituzionale da massimo rappresentante dello Stato in provincia di Modena, di leggere il messaggio inviato dal Presidente Sergio Mattarella alla famiglia:
'Ho appreso la triste notizia della morte di sua moglie dopo due mesi di sofferenza a causa del gravissimo crimine sulle strade di Modena.
Spazio ADV dedicata a novisad
Desidero esprimere a lei e ai suoi figli la vicinanza della Repubblica e mia personale nella drammatica condizione che attraversa la vita della sua famiglia. Con grande solidarietà, Sergio Mattarella'.

Il vescovo Erio Castellucci ha aperto la veglia con la lettura del Vangelo di Giovanni, la scena ai piedi della croce. Da lì ha sviluppato una riflessione sul dolore innocente, sulla violenza che lacera le comunità e sulla necessità di non distogliere lo sguardo.
Nella seconda parte del suo intervento, rivolgendosi direttamente alla famiglia, Castellucci ha ricordato il gesto della donazione degli organi compiuto nel rispetto della volontà di Monica: 'Da una morte così assurda avete saputo ricavare un alito di vita per altri'. Ha parlato di 'spiragli di luce' che devono aprirsi anche dentro le tragedie più dure, di una città chiamata a sostenere chi soffre e a non cedere all’oscurità: 'Il male devasta e uccide, ma non deve averla vinta sul bene. Siamo qui per dire che non lasceremo vincere il male'.

Il sindaco Massimo Mezzetti ha scelto di concentrarsi sul valore delle parole nei momenti di dolore collettivo.
'Ci sono momenti in cui le parole rivelano tutto il loro limite', incapaci di colmare il vuoto della perdita. 'Ma proprio per questo', ha detto, 'diventano necessarie: “Il silenzio, da solo, rischia di lasciare ciascuno nella propria solitudine. Le parole non pretendono di consolare, ma dicono a chi soffre che non è solo'.

Mezzetti ha ricordato che il 16 maggio 'non è stata spezzata soltanto la vita di Monica Esposito, ma sono state ferite altre persone e l’intera città, colpita nel suo senso di sicurezza e umanità', Poi un auspicio che è anche speranza: 'L’odio non restituisce ciò che abbiamo perduto e non costruisce un futuro migliore”. E ha ribadito la necessità di chiedere giustizia “con fermezza, per Monica, per i feriti e per la comunità'.

Dentro la Cattedrale, oltre al sindaco e al vescovo, e prefetto, erano presenti anche i sindaci di Nonantola, comune in cui Monica viveva, e di Ravarino, comune in cui l'attentatore vive con la sua famiglia, rappresentanti delle forze dell’ordine, autorità civili e militari, e numerosi consiglieri regionali e comunali di maggioranza e opposizione.
Presente un gruppo di cittadini in rappresentanza del Comitato Civico Modena Merita di più.

Nella foto, in prima fila tra i presenti i figli e la sorella di Monica Esposito, le autorità e la cittadinanza.Nei riquadri, in alto l'Arcivescovo di Modena e Nonantola Erio Castellucci e il prefetto di Modena Patrizia Triolo
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati