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'Sanità Modena, da Muzzarelli invasione di campo rispetto alle prerogative di Altini'

'Sanità Modena, da Muzzarelli invasione di campo rispetto alle prerogative di Altini'

'Dopo dieci anni di sindaco e presidente della Conferenza territoriale socio sanitaria modenese ha lasciato la sanità in condizioni scandalose'


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'Se c’è una cosa reale innegabile è che l’affidamento della Sanità alle Regioni ha segnato un generalizzato e costante deterioramento fino al disastro, che è sotto gli occhi di tutti, dei nostri giorni. In teoria una buona o meno Sanità dovrebbe derivare da una gestione equilibrata dei compiti affidati alla politica e di quelli affidati al Direttore Generale, ovviamente diversi, la politica preoccupandosi di soddisfare i cittadini, il DG di dare la miglior organizzazione sulla base dei finanziamenti a disposizione, evitando l’inutile e lo spreco. Il problema sorge quando i compiti dei due protagonisti diventano conflittuali, in particolare se uno dei due li sostituisce con i propri interessi di bottega. E nella Sanità è soprattutto la politica che apre alla bottega, soprattutto quando è in gioco il possesso o la conservazione del bacino elettorale: il Direttore Generale di turno è persona di nomina politica e quando questa si fa prepotenza ne subisce le conseguenze. Chiariti questi punti, mi sembra che da parte del presidente della Commissione Regionale della Sanità, Giancarlo Muzzarelli, sia stata intrapresa una vera e propria invasione politica di un territorio che appartiene al Dg dell’Asl, Mattia Altini, con evidenti scopi di conquista di potere nella Sanità modenese, che dopo dieci anni di sindaco e presidente della Conferenza territoriale socio sanitaria modenese (Ctss) aveva lasciato in condizioni scandalose.

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Il silenzio a tal proposito del sindaco Mezzetti e dell’Assessore Maletti sono illuminanti anche di un dissidio interno al PD e alla maggioranza  in consiglio comunale'.

A intervenire in questi termini sullo scontro tra Muzzarelli e Altini è il consigliere comunale Maria Grazia Modena.


'Fare il possibile con quello (finanziamenti) che ho; fare delle scelte in base a dati scientifici, prendendo atto che la scienza non segue le regole dell’opinione della maggioranza; garantire l’appropriatezza delle prescrizioni; organizzare i due ospedali modenesi con eliminazione dei doppioni; sono quattro affermazioni del dottor Altini, che lo hanno reso eretico al pensiero di Muzzarelli, ma che credo dovrebbero essere sottoscritte e difese da tutti coloro che hanno a cuore la Sanità modenese. Per la prima volta dopo tanti anni, lasciatelo dire a chi ci vive e opera nel settore, risuonano sotto la Ghirlandina parole e azioni sagge e forti che fanno sperare di dare basi concrete ad una ripartenza della nostra Sanità verso livelli più dignitosi che una volta, molto prima di Muzzarelli a dire il vero, erano di casa ed ora sono un sogno - continua la Modena -.

In chiusura mi permetto una osservazione sui punti nascita. Certamente la loro riorganizzazione è dovuta al calo delle nascite. Non tutti gli ospedali per vari motivi, non secondario quello della sicurezza, lo possono mantenere. Riporta giustamente il dottor Altini che un reparto di Ostetricia che effettui meno di 500 parti non garantisce la sicurezza delle madri e dei nascituri. Pertanto, nella nostra Provincia si giunse anni addietro ad una riorganizzazione che vedeva tre punti nascita, collocati in zone baricentriche al territorio provinciale, uno al nord, uno al sud e uno centrale al Policlinico universitario. Fin qui la proposta riorganizzativa spetta al Direttore Generale di turno, ma poi sulla collocazione interviene la politica. Chi ha scelto di dare la priorità all’ospedale di Sassuolo (su una anomalia del quale ci sarebbe anche altro da dire, che riservo al futuro), a pochi chilometri dal Policlinico, rispetto a Pavullo, certamente baricentrico a tutta l’area montana? Certamente la politica. Per non rilevare, poi, anche l’aggravante illusoria del palese tradimento perpetrato da Bonaccini nei riguardi di Pavullo'.

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