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Modena, il fratello di Monica Esposito: 'Io non sono di destra'. E mostra un tatuaggio di Che Guevara

Modena, il fratello di Monica Esposito: 'Io non sono di destra'. E mostra un tatuaggio di Che Guevara

Ma Andrea Mazzi, civico di centrodestra, dopo la Rossini critica Meschieri ed Esposito: 'L’evento di mercoledì non era il luogo per fare attacchi politici'


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'Chi mi fa passare come fomentatore di odio e di destra, sbaglia. Io non sono di destra, sono 15 anni che non vado a votare, ma ero un vero uomo di sinistra e oggi credo solo nel Tricolore'. Lo ha dichiarato in un video Giovanni Esposito, fratello di Monica, vittima della strage di Modena del 16 maggio. Un video nel quale lo stesso Esposito mostra un tatuaggio all'addome che raffigura Che Guevara.

'Dopo l'evento in Piazza Grande in ricordo di mia sorella, sono avvenuti fatti molto spiacevoli da parte della stampa modenese, che mi ha attaccato come un fomentatore d'odio - scrive Esposito -. Eppure sono stato io a dare la parola a Luca Signorelli, lui non è mai stato cacciato dalla piazza; anzi, è stato difeso da me più volte, come si vede nel video, e alla fine con educazione l'ho invitato ad allontanarsi per la sua sicurezza. A questo punto, mi sono posto delle domande: primo, Luca Signorelli non si è presentato al primo presidio; secondo, da parte sua non ho mai ricevuto condoglianze; terzo, il fatto più grave, non era presente ai funerali di mia sorella; quarto, come mai si è presentato proprio alla fiaccolata?

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Io, come tanti altri, una risposta me la sono data'.


Intanto sul tema interviene il consigliere comunale civico di centrodestra, Andrea Mazzi che esprime le stesse tesi del consigliere Fdi Elisa Rossini criticando i promotori della serata, Modena Merita di più di Mattia Meschieri e lo stesso Esposito. 'E’ un bel segnale di democrazia quando i cittadini fanno eventi pubblici per denunciare i problemi di Modena e l’inazione di chi ci amministra e non si dà da fare per risolverli. Ma ogni cosa va fatta nei tempi e nei luoghi adeguati. Ho partecipato volentieri alla manifestazione di mercoledì sera in memoria di Monica Esposito convocata dai familiari - afferma Mazzi -. Ma dopo un quarto d’ora mi sono reso conto che non era un momento in memoria, che non c’era nessuna fiaccolata, che nessun familiare sarebbe intervenuto a parte uno, ma invece tutto si stava risolvendo in una serie di denunce sui problemi della sicurezza, condito da attacchi a sindaci e assessori vecchi e nuovi. Come è stato giusto dire al sindaco che non doveva strumentalizzare la manifestazione del 18 maggio per attaccare il Governo così penso che l’evento di mercoledì non fosse il luogo per fare attacchi politici.

E come lo penso io lo pensano diverse persone vicine al nostro gruppo che in questi giorni mi hanno espresso il loro disagio, compreso chi l’ha pure detto durante l’evento. C'è un tempo per ogni cosa: mercoledì era il tempo del lutto e della memoria della vittima dell'attentato. Il tempo della preghiera per Monica Esposito'.

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