A sostenerlo è anche l’ex ministro Carlo Giovanardi: 'La questione c'è, il problema è che c'è chi continua a negarla e ogni volta che succede qualcosa il tutto viene ricondotto, e nascosto, dietro l'immagine di uno squilibrato, un matto, a una persona che avrebbe agito da solo'
Giovanardi richiama una serie di episodi storici, da Fiumicino negli anni ’70 fino al riferimento alla tragedia di Ustica, per sostenere che la matrice terroristica islamista sarebbe stata spesso minimizzata o non riconosciuta con sufficiente chiarezza.
'Sono stati tutti attentati provati, con matrice terroristica come è successo a Berlino ultimamente, come è successo in tutta Europa, ma purtroppo invece di perseguire con determinazione e combattere questo terrorismo tutte le volte si trovano delle giustificazioni e si va a cercare il gesto di uno squilibrato. Non è così, noi così rischiamo di perdere la battaglia contro il terrorismo perché in qualche modo tendiamo a negare la matrice comune e a considerare tutti gli atti come atti isolati. Bisogna reagire perché di questo passo noi rischiamo veramente una islamizzazione della nostra società e di subire attentati dei quali alla fine nessuno risponde perché tutti si nascondono dietro all'infermità mentale di chi ha compiuto quel gesto.
“Invece di perseguire con determinazione e combattere questo terrorismo, tutte le volte si trovano giustificazioni, ma così rischiamo di perdere la battaglia perché tendiamo a negare la matrice comune e a considerare tutti gli atti come isolati. La mancata assunzione di responsabilità istituzionale e la tendenza a ricondurre gli attacchi a disturbi psichiatrici, impediscono una risposta efficace al problema' - chiude Giovanardi


