L’articolo insiste sul profilo di Hijazi, citando vecchi post social e la sua vicinanza a figure già arrestate nell’ambito dell’indagine su presunti legami con Hamas. Il tutto a 17 giorni dall'attentato di Modena del 16 giugno.
Una partecipazione, quella del sindaco, in un contesto scolastico e insieme alle persone suddette che non era stato oggetto di comunicazione ufficiale e che, come successo per la pubblicazione de La Pressa sulla recente partecipazione del sindaco al grande raduno per la festa del sacrificio islamico, ha immediatamente suscitato reazioni, soprattutto per il coinvolgimento di bambini molto piccoli in un contesto che avrebbe assunto connotazioni politiche. Legate appunto alla presenza di Dahdouh e Hijazi e al canto politico inneggiante alla Palestina Libera.
Una ricostruzione, quella giornalistica rispetto alla quale il sindaco Mezzetti ha inviato una lettera aperta al Giornale e alla stampa.
Mezzetti spiega che l’incontro rientrava in un percorso avviato nei mesi scorsi, quando aveva ricevuto lettere e disegni da parte di bambini delle scuole modenesi sul tema della pace. Per questo motivo aveva accettato di partecipare a momenti di restituzione organizzati dalle insegnanti organizzatori del Movimento , dialogando con i bambini su temi che, racconta, hanno riguardato soprattutto la loro vita quotidiana: parchi, inquinamento, palestre, verde pubblico.
Mezzetti precisa di essere rimasto all’incontro fino alle 10, circa un’ora, e di essersi poi allontanato per altri impegni istituzionali. Durante la sua presenza, afferma, non si è mai parlato del conflitto israelo-palestinese e non è stato intonato alcuno slogan politico. Se ciò è avvenuto dopo la sua uscita, scrive, lo considera “assolutamente inopportuno” e ritiene che chi ne porta la responsabilità debba chiedere scusa alle famiglie.
Il sindaco chiarisce inoltre di non conoscere l’identità dell’accompagnatore del giornalista né la sua posizione giudiziaria, e di aver appreso dell’indagine a suo carico solo dall’articolo del quotidiano.
Nella parte finale della lettera, Mezzetti respinge come “forzato e pretestuoso” il collegamento tra l’incontro scolastico e la tentata strage del 16 maggio. Ribadisce che si è trattato di un attentato, come dichiarato fin dalle prime ore, e che la città ha reagito con unità e compostezza. Il Comune, conclude, seguirà con attenzione gli sviluppi dell’indagine e si costituirà parte civile nel processo.



