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Sbagliato etichettare l'attentore di Modena come un radicalizzato islamico

Sbagliato etichettare l'attentore di Modena come un radicalizzato islamico

La mail inviata all'Università di Modena non é, a nostro modesto avviso, un segno di radicalizzazione ma di grande confusione di rabbia


6 minuti di lettura

Egregio Direttore,

 

l’incontro di sabato 20 alla Palazzina Pucci ha avuto il merito di riportare in una conferenza pubblica le drammatiche vicende accadute a Modena sabato 16 maggio, quando un atto criminale, compiuto da un italiano di seconda generazione di origini marocchine, ha ferito gravemente diverse persone, provocando l’amputazione delle gambe a due donne che si trovavano in quel momento in Via Emilia, dove l’auto del criminale è stata lanciata a folle velocità verso il marciapiede di Via Emilia Centro.

 

Abbiamo molto apprezzato le parole del dottor Cantelmi, psichiatra, che ha posto l’accento sul numero delle patologie psichiatriche che é più alto negli immigrati e anche in una parte dei cosiddetti italiani di seconda generazione, dopo aver ascoltato con molta attenzione le parole del dottor Bergoglio sulla questione del “jihadismo ” internazionale ed italiano, vogliamo dare un nostro contributo alla discussione, trattandosi di temi che, come Associazione, abbiamo affrontato in iniziative pubbliche a Modena e altrove.

 

Il docente ha fatto un excursus sul terrorismo internazionale, citando più volte le due organizzazioni più conosciute, Al Quaeda e Isis, Daech in arabo, a cui appartenevano i terroristi autori delle stragi più efferate, compiute nel territorio europeo e particolarmente in Francia, negli ultimi 15 anni., di Al Qaeda ha ricordato anche i legami stretti con i talebani, ritornati al potere in Afghanistan, dopo la fuga delle truppe di occupazione statunitensi ed alleate.

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Forse per mancanza di tempo, è mancato ogni accenno storico alla genesi di questi gruppi sui cui riteniamo sia utile soffermarsi, per una reale comprensione del fenomeno terrorista, pur cercando di essere il più possibile sintetici, in una argomento così vasto.

 

Al Qaeda nasce nel contesto della lotta dei gruppi islamisti e nazionalisti afgani contro l’invasione sovietica della fine del 1979, gli Usa hanno supportato e finanziato la resistenza afgana che è stata in seguito egemonizzata dagli studenti islamisti di etnia pashtun, i Talebani, formati nelle madrasse coraniche del Pakistan, all’epoca fedele alleato degli Usa.

 Si trattò di una decisione strategica di cui il primo architetto fu il Consigliere della Sicurezza Nazionale Usa Brzezinski, durante la Presidenza Carter(1977-1981), lo stesso Brzezinski che pochi anni prima aveva teorizzato nel libro “La Grande scacchiera” lo sfruttamento delle divisioni etnico-religiose per impedire il consolidamento di un blocco eurasiatico ostile agli Usa stessi. La figura di Osama Bin Laden si afferma in quegli anni in Afghanistan e verso la fine degli anni 80 viene formata Al Quaeda che da vari decenni e con

alterne fortune funziona come un network del terrore che utilizza un sistema piramidale “elitario”.

 

Anche Isis nasce in un contesto geopolitico ben preciso, come conseguenza delle azioni intraprese dagli Usa, in particolare in Iraq e in Siria, nel caos del post invasione Iraq si crea una saldatura tra militari del disciolto Bath iracheno e gruppi radicali sunniti che avevano preso le armi contro l’occupante americano, pur non essendo certo sostenitori del disciolto regime di Saddam Hussein. La testa del nuovo gruppo, denominato ISI, Stato islamico Iraq, viene preso nel 2006 da Al Baghdadi, scarcerato da una prigione americana in Iraq nel 2004, dopo soli 10 mesi, in maniera piuttosto misteriosa; in seguito si stacca dall’affiliazione ad Al Quaeda nel 2013 e prende il nome di Stato Islamico, entrando prepotentemente nella guerra civile siriana che era già stata scatenata da altri gruppi nazionalisti ed islamisti che vengono in buona parte assorbiti nel nuovo esercito di Al Baghdadi.

 

Usa, Gran Bretagna, Turchia ed altri alleati del Golfo, appoggiano in tutti i modi l’insorgenza siriana, fin dal 2011.

 

Come considerazione generale, rispetto ad Al Quaeda, Isis si è strutturato in maniera decentralizzata e fortemente digitalizzata, con una grande capacità di sfruttare la propaganda web, per intercettare anche l’alienazione identitaria di individui isolati a livello globale.

Infatti Isis ha sempre dato molta importanza al rituale della rivendicazione di atti di terrorismo, con musiche, video etc e con l‘intento di usare le rivendicazioni stesse come arma di proselitismo.

Questi accenni a vicende lunghe e complesse servono a inquadrare il periodo storico degli attentati in Francia ed in Europa proprio perché i terroristi autori degli eccidi principali sono REDUCI dai conflitti sopracitati, vanno avanti ed indietro dai confini francese e belga, senza venire minimamente “disturbati “dalle autorità, nonostante siano segnalati come elementi pericolosi. In quel momento storico, l’Europa considera la caduta del regime siriano di Assad come una priorità, probabilmente anche rispetto alla sicurezza, non lo diciamo noi ma i fatti.

A titolo di esempio, ricordiamo che Donald Trump una settimana fa ha auspicato che il contrasto ad Hezbollah fosse svolto dalla Siria che, giova ricordarlo, è guidata attualmente dall’ex numero due di Al Qaeda che per un certo periodo ha combattuto anche all’interno di Isis/Daech, come si può ben vedere non sempre le qualifiche attribuite reggono alla realpolitik occidentale. 

 

Comunque, la fine della guerra in Siria e l’estromissione quasi totale dei radicali islamisti dall’Iraq ha coinciso, dati alla mano, con il calo drastico del terrorismo anche in Europa.

 

A nostro avviso, ci sono grandi differenze tra un’organizzazione come la Fratellanza musulmana e Isis/Daech, mentre il docente le vede sovrapponibili, a livello di obiettivi anche se con modalità operative diverse.

La Fratellanza ha accettato di inserirsi nella dialettica politica e culturale delle varie Nazioni dove operano le varie filiali e l’obiettivo generico dell’unità politica islamica è stato di fatto accantonato da parecchi anni, l’elemento geopolitico è sicuramente prevalente, basti pensare che il governo certamente più vicino alla Fratellanza, la Turchia, si è in questi ultimi anni avvicinato all’Egitto che della Fratellanza è l’avversario storico di sempre, del resto è in Egitto che è nato quel movimento. Stessa considerazione per l'evoluzione dei rapporti Turchia-Arabia Saudita, altra “bestia nera del Movimento. Sono certamente considerazioni geopolitiche che hanno portato anche i gruppi della Resistenza islamica Palestinese ad uscire dalla Fratellanza Musulmana nel 2017, avvicinandosi al cosiddetto Asse della Resistenza che è costituito da nazioni o gruppi sciiti, mentre Hamas è di fede sunnita, anche qui si può vedere che l’appartenenza religiosa non è necessariamente un discrimine granitico nelle scelte di movimenti anche radicali.

Gruppi terroristi come Al Qaeda e in maniera ancora maggiore Isis hanno sempre colpito in maniera indiscriminata musulmani e cristiani, Chiese e Moschee e la stragrande maggioranza delle loro vittime sono musulmane, ricordo che anche l'Iran é stato fatto oggetto di attentati terroristici da parte di una fazione ISIS, con centinaia di morti. Nelle rivendicazioni degli attentati, tuttavia, si parla di azioni contro 'i crociati' intesi come soldati dell'occupazione o contro i miscredenti, leggendo molte di quelle rivendicazioni non compare l'attacco ai cristiani in quanto tali e ancor meno alla figura di Gesù Cristo, come invece ha fatto il criminale di Modena, in alcune mail. Dal punto di vista della dottrina islamica tradizionale-inclusa quella whaabita e salafita che costituiscono le basi dottrinali più conosciute nel cosiddetto Islam radicale, Gesù é figura rispettata e un insulto diretto alla figura di Cristo potrebbe addirittura configurare la grave colpa dell'apostasia. La mail inviata all'Università di Modena non é, a nostro modesto avviso, un segno di radicalizzazione ma di grande confusione di rabbia non gestita che può diventare pericolosissima come é successo ma in maniera indipendente da una fede religiosa. 


Come conclusione, ci sentiremmo di spendere una parola positiva verso l'insieme delle comunità musulmane italiane, anche perché non bisogna dimenticarsi il fatto che stiamo vivendo anni drammatici, con un olocausto in Palestina sotto gli occhi dei media di tutto il mondo e da parte dei responsabili delle varie associazioni non sono mai venute parole di astio o di odio, credo che questo elemento venga sottovalutato, a torto.

Per quanto riguarda il clima generale, é giusto non sottovalutare nessun segnale sul web o altrove e ogni minaccia va valutata attentamente, ci permettiamo però di chiedere se le esternazioni social guerrafondaie del Presidente Usa che, regolarmente, parla di distruggere, di cancellare civiltà, di annichilire interi popoli siano un detonatore per rabbie individuali e collettive, a nostro avviso certamente non aiutano il mantenimento di un contesto di convivenza civile, come quella a cui dobbiamo aspirare, tutti.

Restiamo a disposizione di chiunque sia interessato ad approfondire queste tematiche

Grazie per l'attenzione.

ASSOCIAZIONE LOGOS E CIVILTÀ 

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