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'Indagato inchiesta terrorismo alle elementari: urge chiarezza, i responsabili siano sospesi'

'Indagato inchiesta terrorismo alle elementari: urge chiarezza, i responsabili siano sospesi'

Il caso Modena scatena Forza Italia, che annuncia interrogazione parlamentare: 'Su fatti del genere non ci possono essere zone d'ombra. Tentativo di indottrinamento inaccettabile'


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'Quanto accaduto mercoledì nell'incontro con decine di bambini delle scuole elementari, non può essere derubricato a un semplice incidente organizzativo. Siamo di fronte a un episodio che presenta tutti i tratti di un tentativo di esperimento di indottrinamento ideologico e religioso rivolto a bambini in una fascia d’età estremamente delicata. Chi ha sbagliato deve essere sospeso dall’incarico, perché la scuola è un luogo di formazione, non di propaganda. Chiediamo trasparenza totale, responsabilità e provvedimenti immediati'.
Così il capogruppo di Forza Italia a Modena e coordinatore provinciale del partito Pier Giulio Giacobazzi sul caso dell’incontro scolastico alla presenza del giornalista palestinese Whael Dadou e di una persona, accompagnato del giornalista, attualmente indagata nell’inchiesta sui finanziamenti ad Hamas.

'È inaccettabile che in un contesto educativo primario si sia consentita la presenza di un soggetto coinvolto in un’indagine così delicata. È altrettanto inaccettabile che, nel corso dell’incontro, si siano cantati inni e slogan dal contenuto politico come Palestina Libera. Le scuole non possono diventare il terreno di sperimentazioni ideologiche né il palcoscenico di messaggi politici rivolti a bambini. È evidente che la catena decisionale è stata più ampia e articolata rispetto a quelle delle singole insegnanti e, come da lui stesso dichiarato, ha sorpreso anche il sindaco che giustamente ha ritenuto quegli inni inopportuni.
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Ma proprio per questo è necessario che anche l’Amministrazione comunale chieda chiarezza rispetto a chi ha autorizzato, chi ha verificato gli ospiti, chi ha approvato i contenuti dell’incontro e chi ha ritenuto opportuno coinvolgere i bambini così come la rappresentanza istituzionale, in un contesto così carico di implicazioni politiche e religiose. I bambini non si usano, così come non si usa la scuola pubblica. Chiediamo trasparenza totale, responsabilità e provvedimenti immediati. A tal fine depositeremo nelle prossime ore una interrogazione consigliare e proporremo una interrogazione parlamentare. Su fatti del genere non ci possono essere zone d'ombra'.

'La scuola non può e non deve prestarsi ad alcuna forma di indottrinamento. È un principio elementare. Le aule scolastiche devono essere luoghi di istruzione, crescita, libertà e confronto, non palcoscenici per iniziative ideologiche, propagandistiche e che danno parola a persone indagate perché vicine ad associazioni terroristiche' - afferma Antonio Platis, vice coordinatore regionale di Forza Italia Emilia-Romagna, commentando il caso.

'Il punto non è negare il dramma dei bambini o dei civili coinvolti nei conflitti, né impedire che la scuola educhi alla pace.
Il punto – incalza Platis - è che la pace non si insegna mettendo i bambini dentro slogan politici, né affidando la cattedra a figure controverse su temi così delicati. Tanto più quando c'entra Hamas, che l’Unione Europea definisce senza mezzi termini gruppo terroristico. Il tutto aggravato dalla presenza del Sindaco che legittima così un’iniziativa tanto fuori luogo quanto inquietante. Le istituzioni coinvolte - conclude Platis - devono chiarire'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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