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San Felice sul Panaro: apre la nuova Casa della Comunità

San Felice sul Panaro: apre la nuova Casa della Comunità

Ambulatori specialistici e di medicina generale. Intitolata ad Alberto Bergamini, figura medica di rilievo nella storia cittadina: tre milioni e 300mila euro coperto da fondi Pnrr


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Un altro nodo si aggiunge alla rete di assistenza territoriale che l'Azienda USL di Modena sta consolidando e rafforzando sul territorio provinciale: lunedì 11 maggio a San Felice sul Panaro apre la Casa della Comunità, un edificio di nuova realizzazione per un investimento complessivo di tre milioni e 300mila euro coperto da fondi PNRR.

Attraverso un percorso condiviso con la comunità, inclusa la Commissione consiliare, la Casa di Comunità è stata intitolata ad Alberto Bergamini, figura medica di grande rilievo nella storia di San Felice, avendo ricoperto, tra gli altri, i ruoli di Primario Medico e Direttore Sanitario dell'Ospedale Civile di San Felice e partecipato attivamente alla vita sociale e associativa della comunità.
Qui troveranno spazio diversi servizi, alcuni di nuova attivazione e altri già presenti a San Felice (tra venerdì 8 e sabato 9 maggio le operazioni di trasloco dal Poliambulatorio di via degli Scienziati, dove rimarrà il Punto prelievi).

Di fronte all'ingresso principale, in via Giro Frati 501, la segreteria degli ambulatori dei quattro medici di medicina generale che trovano sede nella nuova struttura, insieme a personale infermieristico dedicato.
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Tutti i servizi si trovano a piano terra, nei 600 mq attivati: dal Punto unico di prenotazione e assistenza di base (ex Cup-Saub) all'Infermieristica di Comunità, con la possibilità di eseguire ECG che vengono poi telerefertati a distanza dallo specialista, dal Consultorio familiare al Pediatra di Libera Scelta e alla Pediatria di Comunità, che garantiranno una presa in carico integrata di mamma e bambino.

Tra le novità che prendono il via con la struttura c'è anche il Punto Unico di Accesso (PUA), un servizio che offre un unico riferimento per chi ha bisogni sociali e sanitari complessi. Si rivolge a persone con disabilità, non autosufficienti e a chi vive situazioni di fragilità. Il PUA orienta sui servizi disponibili, facilita l'accesso e coordina gli interventi. Dopo una prima valutazione dei bisogni, può attivare un progetto assistenziale personalizzato, condiviso con la persona e il caregiver, e ne monitora nel tempo l'efficacia. L'obiettivo è garantire un accesso semplice, integrato ed equo ai servizi, anche in ottica preventiva.

Fondamentale, nell'ottica del percorso di miglioramento dell'appropriatezza e della continuità della risposta ai bisogni della popolazione, la presenza all'interno della nuova Casa della Comunità degli ambulatori specialistici: la Cardiologia, il Servizio di Diabetologia con la dietista e il Centro Disturbi Cognitivi e Demenza.
Prendono il via dunque i servizi destinati ai cittadini all'interno della struttura della nuova Casa della Comunità, struttura che, a causa del rincaro dei costi dovuto anche alla situazione internazionale, presenta un'area al grezzo.
L'Azienda USL di Modena sta completando il percorso per ottenere apposito finanziamento pubblico (art. 20 VIII fase Legge n. 67/1988) per il completamento dell'opera.

'Come Amministrazione comunale salutiamo con favore l'apertura della Casa della Comunità, una struttura attesa da tempo a San Felice che comporta un indubbio valore aggiunto in termini di servizi sanitari per i nostri cittadini – ha dichiarato il sindaco di San Felice Michele Goldoni –. Nel frattempo proseguirà il lavoro per completare l'opera nel più breve tempo possibile'.

'La Casa della Comunità rappresenta un modello organizzativo fondamentale per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei cittadini – conclude la dottoressa Annamaria Ferraresi, Direttrice del Distretto di Mirandola –. La presenza di équipe multidisciplinari, composte da medici di medicina generale, specialisti, infermieri e servizi sociali, consente infatti una presa in carico integrata e continuativa della persona, migliorando l'appropriatezza delle risposte assistenziali e la vicinanza ai bisogni della comunità'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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