Diffondere “illusioni “più volte è difficile e se si tratta di salute lo è ancor di più. Per questo motivo, di un Consiglio comunale aperto a Mirandola, chiesto a dicembre dalla Lista Mirandola 50mila e dal PD, a maggio ancora non se ne vede la luce. Gli ospedali per funzionare bene e in sicurezza devono avere strutture e tecnologia, organizzazione efficace, risorse professionali competenti che affrontano, giorno per giorno, una molteplicità di casi. L'ospedale piccolo non è bello, né sicuro, anche se vicino a casa'. A parlare è il consigliere di opposizione a Mirandola, Giorgio Siena.
'Nell'Area Nord di Modena esisteva una soluzione perfetta, viste le condizioni del Ramazzini strutturalmente irrecuperabile: un ospedale unico e baricentrico per i distretti di Carpi e Mirandola, raggiungibile da tutti; e credo fosse anche la speranza di quelli che vi lavorano. Ha prevalso la volontà dei politici di Carpi, approfittando delle debolezze dell'Area nord divisa fra tanti, troppi, comuni e con un livello politico inadeguato e fortemente condizionato. Fra 10 anni, possiamo scommetterci, non ci saranno due ospedali: ci sarà l'Ospedale di Carpi, quello nuovo, e un Poliambulatorio, speriamo almeno moderno ed efficiente, a Mirandola.
Ma c'è tempo, poiché l'ospedale di Carpi oggi ha bisogno di quello di Mirandola, prima di entrare nella nuova struttura - continua Siena -. Nel frattempo, cosa raccontare ai cittadini? Ecco lo “strumento di lavoro, il protocollo” cioè la scoperta dell'acqua calda che la sindaca di Mirandola presenta come una grande trovata (insieme a Righi, ben contento) e a molti sindaci della Bassa. I sindaci secondo “il protocollo” in futuro si incontreranno per valutare le scelte che si faranno sugli ospedali: visto che il sindaco, per definizione, è il primo responsabile della sanità di ogni comune dov'è la novità? E visto che non sostituisce gli organi previsti dalla legge cioè la CTSS, la conferenza territoriale sanitaria di Modena? E per rendere più appetibile il messaggio: Carpi e Mirandola due ospedali integrati e complementari, sarebbe a dire un solo ospedale, ma a circa 30 chilometri di distanza. Peccato che la realtà sia un'altra e ben diversa e le novità sugli investimenti che la Budri cita come fatti positivi, riguardano fondamentalmente non la struttura ospedaliera ma il futuro poliambulatorio Santa Maria Bianca. Ed è incomprensibile che, per inseguire un’illusione, il centrodestra di Mirandola accetti l’errore che si sta commettendo. In un momento in cui la sanità per tutti è in crisi di risorse professionali e finanziarie.

