'Risale a dicembre 2025 la mozione presentata da Pd-Mirandola e Lista Mirandola 50mila con richiesta di convocare un Consiglio Comunale aperto sulla sanità territoriale e sull’Ospedale di Mirandola: mozione che è stata approvata all’unanimità a febbraio 2026. Dalla allora tutto tace. Ora però apprendiamo che il sindaco Budri ha già sottoscritto il Protocollo d’intesa per riorganizzare la sanità dell’area. Evidentemente si pretende una delega in bianco ma noi riteniamo prioritario il confronto e per questo abbiamo chiesto un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza in primis e ovviamente alle associazioni e comitati'.
Così Anna Greco, capogruppo in Consiglio Comunale Lista PD Mirandola.
'Nessuna pregiudiziale, purché si parta dalla consapevolezza delle profonde differenze fra i territori: la Bassa, ampia ed estesa, e il carpigiano, più compatto, circoscritto e vicino a Modena. Una consapevolezza che manca nelle parole e nelle azioni del sindaco Budri. È quindi inevitabile per noi condividere le preoccupazioni e le avvertenze espresse dai Comitati per la Difesa dell’Ospedale, a partire dalla clausola di riservatezza prevista nel Patto sottoscritto dal Gruppo di Lavoro misto Comuni-AUSL: un elemento che risulta in evidente contrasto con le dichiarazioni di apertura e ricerca della partecipazione e coinvolgimento dei cittadini.
Una preoccupazione che facciamo nostra e che cresce leggendo la risposta dell’assessore regionale alla Sanità Fabi alla recente e tempestiva interrogazione del consigliere regionale e presidente delle Commissione sanità Muzzarelli. Una risposta che prospetta un assetto dell’offerta ospedaliera nella pianura modenese a nord della via Emilia lungo un piano inclinato niente affatto coerente con i principi dichiarati nel Patto'.'Per l’ospedale di Carpi il quadro è già chiaro: è scritto nero su bianco nell’avviso pubblicato dall’Ausl per la realizzazione del nuovo ospedale. Per Mirandola, invece, le indicazioni fornite dall’assessore Fabi sembrano già orientare l’attività del Gruppo di Lavoro, ad una funzione tendenzialmente “ancillare”. Ma non si è detto che l’assetto finale è tutto da scrivere? Come sarà possibile, allora, garantire pari dignità tra i territori, e il “pari livello” dei due ospedali sancito nel Patto, se il ruolo dei due ospedali appare già delineato in questo modo? Le domande sono poche e chiare: quali reparti, quali primari, quali prestazioni e quale livello di servizi caratterizzeranno l’attrattività effettiva (e non solo promessa) dell’ospedale di Mirandola? Saranno mantenute prestazioni qualificate o ci si accontenterà di servizi di base, riservando quelli più avanzati a Carpi, segnando irreversibilmente il destino dell’ospedale di Mirandola?'
'Sono queste le domande che vogliamo porre in quel Consiglio Comunale


