La notizia è stata annunciata in apertura del 45° Congresso Nazionale della Società Italiana dei Trapianti d'Organo e di Tessuti, in corso a Trieste dal 23 al 25 ottobre 2022.
'Si tratta di un’innovazione di grandissima rilevanza – spiega il professor Fabrizio Di Benedetto, Direttore della Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e Professore Ordinario all’Università di Modena e Reggio Emilia – nonché di una tecnica eseguita solo in pochissimi centri nel mondo. L’approccio robotico permette infatti di migliorare ulteriormente la qualità di vita dei donatori, mantenendo gli stessi elevatissimi standard di sicurezza richiesti nella donazione da vivente. In particolare, grazie all’uso del robot, possiamo ricorrere a piccole incisioni cutanee rispettando l’integrità della parete addominale ed estraendo l’emifegato da una piccola incisione sovrapubica come nel parto cesareo. Così facendo, minimizziamo l’impatto chirurgico ed estetico dell’intervento, consentendo al donatore un’immediata ripresa funzionale globale, assenza di dolore chirurgico e dimissione precoce per un re-inserimento rapido nella propria attività socio-lavorativa. Il donatore viene successivamente seguito a livello ambulatoriale. Questi aspetti sono di grande importanza soprattutto per il donatore, un soggetto sano che si sottopone ad un intervento chirurgico compiendo un gesto di grande generosità. Ai donatori in modo particolare va riservato il massimo sforzo tecnico e tecnologico per massimizzare i risultati globali'.
'Si tratta di una tecnica ancora riservata a pochi centri di grande esperienza per ragioni sia tecniche che epidemiologiche - prosegue il professor Di Benedetto -. Il trapianto da donatore vivente è infatti una tecnica molto diffusa in Oriente rispetto all’Occidente, il che ha portato allo sviluppo dell’opzione mini-invasiva con eccellenti risultati. A questo aggiungiamo che è necessaria un’estensiva esperienza in chirurgia mini-invasiva prima di poter affrontare un simile intervento. Dopo oltre 430 interventi di chirurgia robotica, 1.150 trapianti da donatore deceduto, 16 da donatore vivente con tecnica tradizionale a cielo aperto al Centro Trapianti di Modena, abbiamo offerto questa nuova possibilità ai pazienti che si rivolgono al nostro centro.


