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Afghanistan, eppure la luce trionferà dalle tenebre

Afghanistan, eppure la luce trionferà dalle tenebre

Ci vorrà del tempo. Sangue sarà sparso sulla sabbia del deserto o tra le rocce del Panshir, ma la luce trionferà


2 minuti di lettura

I Talebani oscurano il web e impediscono le manifestazioni di protesta. Perché?
Perché hanno perso, anche se non se ne rendono ancora conto e, anzi, ritengono d’aver riportato una storica vittoria sull’Occidente. La testimonianza di ciò è costituire un governo con i peggiori ricercati per terrorismo quali ministri; scegliere quale data dell’insediamento l’11 settembre, il giorno in cui gli Stati Uniti furono colpiti al cuore e decisero d’invadere l’Afghanistan; è cancellare qualsiasi parvenza di civiltà dei diritti per tornare alla sharia; è invitare Cina e Russia a questa celebrazione del nuovo esecutivo nell’ottica che “il nemico del tuo nemico, è tuo amico”.

Eppure hanno perso e questa sconfitta nasce da ciò che alcuni, nella loro miopia politica, ritengono che non possa essere esportata e mi riferisco alla democrazia. Nel condannare l’America e Alleati nella loro azione militare in Afghanistan, che pare non abbia risolto nulla, questo è stato il giudizio: la democrazia non si esporta! Sicuramente marines e colleghi, bloccati da regole d’ingaggio e dall’ipocrisia che ha trasformato una guerra in missione di pace, non sono assurti alla gloria con “Stars and Stripes” che garriscono al vento, ma un’arma sottile e ben più letale si è insinuata tra la popolazione afghana.

Perché sono le donne a scendere in piazza?
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A non avere paura di tornare a casa e trovare il padre o lo zio con il coltello in mano e pronto a decollarle?
La ragione è semplice: in questi ultimi e travagliati vent’anni, molti hanno conosciuto un altro modo di vivere, dove la musica non è un artificio del diavolo, usato per distrarre l’Uomo dalla contemplazione di Dio, ma solamente una gioia dell’anima; le donne hanno scoperto il piacere dello studio, della conoscenza e che qualsiasi meta e affermazione non è loro preclusa, ma possono impegnarsi per raggiungerla; hanno preso coscienza del fatto che socializzare, uscire per andare a trovare un’amica e condividere con lei i progetti per il futuro, non è mancare di rispetto al capofamiglia, così come il mostrare il proprio volto non è un invito al tradimento. E tante altre cose...
Questi piccoli semi di democrazia hanno attecchito, stano germogliando e, anche se non ancora evidenti, saranno la causa di un mondo medievale che si frantumerà. Nessuno torna indietro, quando ha assaggiato la libertà. Ci vorrà del tempo. Sangue sarà sparso sulla sabbia del deserto o tra le rocce del Panshir, ma la luce trionferà sempre sulle tenebre: un libro è assai più pericoloso di qualsiasi pallottola e la democrazia si esporta.
Eccome!

Massimo Carpegna
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

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