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A Conselice, nell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, tra i più colpiti dall'alluvione, ora si teme l'emergenza sanitaria per le grandi quantità di acqua stagnante ancora presente in città. Dopo l'avvio, questa mattina, delle vaccinazioni antitetaniche per i residenti del Comune la sindaca Paola Pula, in accordo con la giunta e sentiti i capigruppo, ha firmato un'ordinanza che impone ai residenti delle zone ancora allagate di lasciare le proprie abitazioni 'per motivi igienico-sanitari'. Per liberare la città dall'acqua sono al lavoro 50 idrovore, ma il Consorzio di Bonifica stima sia necessaria almeno ancora una settimana per farla defluire nei fiumi.
Quindi, 'la misura si è resa necessaria - spiega il sindaco - viste le difficoltà di smaltimento delle acque dall'abitato di Conselice, dovuta alle grandi quantità di acqua presente sul territorio'. Si chiarisce che la pericolosità della situazione è legata strettamente, e unicamente, al contatto con le acque stagnanti.
'Il nostro unico obiettivo è salvaguardare la salute e la sicurezza delle persone', motiva la sindaca Pula, riconoscendo come la situazione nel territorio sia ancora difficile.
'Il ristagno dell’acqua provoca condizioni sanitarie potenzialmente rischiose per la salute delle persone - fa infatti sapere il Comune -. In sede di COC il direttore tecnico del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, ha comunicato che questa situazione manifesterà un apprezzabile miglioramento fra circa cinque giorni. Fino ad allora, poiché nella maggior parte dell’abitato di Conselice è presente acqua stagnante in cui sono immersi anche rifiuti di varia tipologia, il sistema della rete fognaria (di tipo misto) e il conseguente scarico delle acque reflue delle abitazioni non è funzionante, e anche l’erogazione di acqua potabile può subire delle interruzioni, la permanenza nelle abitazioni della popolazione è molto rischiosa. Sono in corso le vaccinazioni contro il tetano e le altre malattie infettive presso la Casa della Comunità'.
Redazione Pressa
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