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Arretrati tribunale: obiettivi di riduzione raggiunti nel civile, per il penale decisivo 2026

Arretrati tribunale: obiettivi di riduzione raggiunti nel civile, per il penale decisivo 2026

Il resoconto dell'attività che si scontra con la carenza di personale, presentato questa mattina. Codice rosso al 15% dei nuovi casi


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Il Tribunale di Modena ha presentato questa mattina i dati sull’andamento dell’attività giudiziaria. Il quadro che emerge mette in luce risultati positivi nel settore civile e una situazione più difficile nel penale, dove nonostante alcuni progressi significativi resta ancora aperta la sfida dell’abbattimento dell’arretrato.


Processo civile

Nel civile, il traguardo raggiunto è stato definito dal presidente Alberto Rizzo come “particolarmente positivo”, e i numeri lo confermano. I procedimenti ultra-triennali iscritti fino al 31 dicembre 2021 e definiti dal Tribunale sono stati 365, superando l’obiettivo fissato a quota 349. Per il presidente del Tribunale Alberto Rizzo, 'si tratta di un risultato che va oltre le aspettative e che testimonia l’efficacia del lavoro svolto nelle tre sezioni civili, dove gli iter procedurali sono stati conclusi con un ritmo superiore a quello programmato'. Dei 436 procedimenti ultra-triennali ancora pendenti al 30 giugno 2024, ne restano da definire 71, un dato che conferma come l’arretrato sia ormai ridotto a una quota residuale.


Lavoro e previdenza: arretrato ultra-triennale completamente azzerato

Un risultato altrettanto significativo arriva dalla materia del lavoro e della previdenza, dove l’arretrato ultra-triennale è stato completamente azzerato.
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Tutti i procedimenti iscritti fino al 2021 e quelli del 2022 che sarebbero diventati ultra-triennali nel corso del 2025 sono stati definiti, consentendo alla sottosezione di presentarsi oggi senza alcuna causa pendente da più di tre anni.Il presidente Rizzo ha voluto sottolineare come questi risultati siano stati possibili grazie a una combinazione di fattori: la laboriosità dei magistrati, che hanno orientato la gestione dei fascicoli secondo il modello FIFO; l’impegno del personale amministrativo, che pur operando con una scopertura del 38% ha garantito continuità ed efficienza; e il contributo prezioso del personale AUPP, che con contratti a tempo determinato ha sostenuto l’attività dei magistrati con dedizione e professionalità. Tutto ciò in un contesto reso complesso anche dalla scopertura del 10% nella pianta organica dei magistrati e da ulteriori assenze fisiologiche.


La situazione nel settore penale

Se il civile mostra un quadro di forte consolidamento, diverso è il panorama del settore penale. Qui, pur registrando un miglioramento nella gestione delle cause in ingresso — aumentate rispetto agli anni precedenti — non si è riusciti a ottenere lo stesso livello di abbattimento dell’arretrato. Una parte consistente dei procedimenti sopravvenuti, circa il 15%, riguarda il Codice Rosso, segno di una crescente attenzione verso i reati di violenza domestica e di genere.
Questo incremento ha inevitabilmente inciso sulla capacità dell’ufficio di smaltire il pregresso, che rimane ancora significativo.
Nonostante l’impegno dei magistrati e del personale, l’arretrato penale non è stato ancora eliminato. Resta tuttavia un obiettivo centrale per il 2026, verso il quale si stanno orientando gli sforzi organizzativi e operativi dell’ufficio, con la consapevolezza che la riduzione dei tempi della giustizia penale rappresenta un tassello fondamentale per la tutela dei diritti e la credibilità del sistema.Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un Tribunale che, pur operando in condizioni di carenza strutturale, riesce a garantire risultati di rilievo grazie alla professionalità e alla dedizione del personale. Il settore civile si distingue per l’efficienza raggiunta, mentre il penale mostra segnali di tenuta e una chiara direzione verso il miglioramento. In entrambi i casi, ciò che appare evidente è che la giustizia funziona quando chi la serve lavora con competenza, responsabilità e senso istituzionale, anche nelle condizioni più difficili.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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