Un inverno fuori dall’ordinario
L’ondata di gelo che investì l’Europa all’inizio del 1985 fu il risultato di una configurazione atmosferica rara. A dicembre un anticiclone russo spinse masse d’aria gelida verso il continente, mentre un robusto anticiclone atlantico si estese fino all’Islanda, aprendo la strada a una poderosa irruzione artica. Tra il 5 e il 10 gennaio Modena visse giornate serene ma rigidissime, con temperature costantemente sotto lo zero.A partire dall’8 gennaio - ha ricordato l'Osservatorio Geofisico dell'Università di Modena descrivendo il fenomeno - una saccatura artica combinata con una depressione formatasi sull’alto Tirreno diede origine alle prime nevicate diffuse. Le correnti umide provenienti da sud-ovest scorrevano sopra l’aria gelida già presente al suolo, generando precipitazioni abbondanti su tutto il Nord Italia.
Il gelo dei record: -15,5°C in città e un manto da 63 centimetri
L’11 gennaio 1985 l’Osservatorio Geofisico registrò una temperatura minima di -15,5°C, la più bassa mai rilevata a Modena dal 1860. Nei giorni vicini il freddo rimase intenso: -13,5°C il 10 gennaio e -11,7°C il 13. Le massime non superarono i -2°C fino alla metà del mese. In campagna il gelo fu ancora più severo: a Carpi Santa Croce si toccarono i -26°C, secondo i dati dell’ex Istituto Idrografico.Record non solo di gelo ma di centimetri caduti. Tra l’8 e il 17 gennaio caddero complessivamente 63 centimetri di neve. Il 9 gennaio se ne accumularono 15, mentre tra il 13 e il 17 la nevicata fu quasi ininterrotta, con ulteriori 37 centimetri. La città si trasformò in un paesaggio completamente imbiancato, con strade, parchi e tetti sommersi da un manto bianco eccezionale.
Le abbondanti precipitazioni, unite al gelo persistente, misero in difficoltà l’intero territorio. Le strade divennero impraticabili, il traffico andò in tilt, molte abitazioni subirono il congelamento delle condutture. Anche la rete ferroviaria e i trasporti pubblici subirono pesanti interruzioni. Scuole, fabbriche e uffici rimasero chiusi per diversi giorni.
Non mancò però un lato più leggero: i parchi cittadini si riempirono di bambini con slitte e bob, regalando momenti di gioco in un contesto altrimenti complesso.


