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'Bene l'elisoccorso a Crans Montana, ma la montagna resta scoperta: cittadini delusi'

'Bene l'elisoccorso a Crans Montana, ma la montagna resta scoperta: cittadini delusi'

Lettera aperta del Comitato di cittadini di Sestola e Alto Frignano: 'E' la dimostrazione che l'elicottero non sostituisce le automediche e la rete dell'emergenza'


4 minuti di lettura

'Nei comuni montani dell’Appennino modenese, e più in generale nelle periferie, le promesse per ora restano soltanto sulla carta: dal 1^ luglio 2025 i servizi del 118 sono drasticamente ridotti e, mentre la politica si celebra sui social e si prepara a nuove poltrone, la popolazione chiede risposte concrete. L’elisoccorso di Bologna, abilitato al volo notturno, ha svolto con successo il trasferimento delle vittime dell’incendio-esplosione in Svizzera: un’operazione doverosa che dimostra la professionalità e la capacità di solidarietà del nostro sistema sanitario italiano. Ma proprio questo caso riporta alla realtà dei fatti: l’elisoccorso è un mezzo integrativo di supporto, non può sostituire le automediche con medico e infermiere sul territorio, come stabilisce il Decreto Ministeriale 70/2015. Eppure, nella pratica quotidiana, spesso funziona come se fosse l’unico mezzo disponibile'.
 

Inizia così una lettera aperta inviata dai rappresentanti del Comitato 'Salviamo l'emergenza sanitaria in montagna' a nome dei tanti cittadini preoccupati dagli effetti della riorganizzazione del sistema di emergenza urgenza che dal 1° luglio ha cancellato il medico di emergenza territoriale sui mezzi del 118, limitando la presenza dell'auto con medico a bordo più vicina, a Pavullo e ha prodotto un Piano per la Montagna approvato le scorse settimane dalla Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria all'unanimità da parte dei sindaci, compresi i 4 che che a settembre si erano opposti (con voto contrario o si astensione), al piano di riorganizzazione dell'emergenza urgenza.
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Il Piano Montagna prevederebbe anche un maggiore utilizzo dell'elicottero che con strumenti di volo sempre più sofisticati potrebbe ampliare le possibilità di volo anche in condizioni meteo che oggi non lo consentono. Fatto sta che questa prospettiva è ancora lontana dall'arrivare e oggi il sistema di elisoccorso prevede solo il mezzo di Bologna autorizzato e adeguato al volo notturno. Posto che anche quello, in condizioni di maltempo, non può volare. Così come quello di stanza a Pavullo, abilitato solo al volo diurno. Ed è così che nelle condizioni di urgenza disposte per ragioni di protezione civile, come è acceduto con l'emergenza in Svizzera, l'unico elicottero 118 disponibile al volo notturno non era disponibile in regione. Fortuntamente in quel frangente, non si sono registrate emergenze tali da richiedere l'uso dell'elicottero di Bologna, ma non è una motivazione per stare tranquilli. Al netto del fatto che l'elicottero, anche e proprio perché non in grado di garantire la continuità di volare (ad oggi, in un anno, i giorni in cui ci sono le condizioni affinché
un elicottero può volere sono circa un centinaio), non può essere considerato come mezzo sostitutivo dei mezzi su gomma sul territorio ma integrativo della rete per la centralizzazione dei pazienti più gravi che non possono essere ricoverati se non in centri HUB.

Progetti sulla carta, servizi ridotti

La lettera aperta prosegue: 'Nei comuni montani e nelle periferie, la popolazione per ora vede solo tagli e riduzioni dei servizi 118: tutti i grandi progetti annunciati dall'USL nei CTSS restano per ora sulla carta, mentre i cittadini devono fare i conti con automediche rarefatte (da Luglio 2025) e tempi di intervento troppo lunghi. Il risultato è una costante e crescente sensazione di insicurezza: chi vive lontano dai centri urbani sa che, se l’elicottero è impegnato altrove, rischia di restare senza soccorso immediato.

Politica sempre più lontana dai cittadini

Mentre la politica provinciale e regionale si celebra sui social, augurando un buon 2026 dalle piste di Passo del Lupo, lodando presunti successi ma anche discutendo guerre interne per le poltrone (dagli uffici del PD provinciale, fino alle 'secrete stanze' di Passo del Lupo) i cittadini restano esclusi dai fatti concreti.
La gente dell’Appennino modenese, ma non solo, è amareggiata, delusa e arrabbiata: 'Non vogliamo annunci, auguri di buon anno o selfie di facciata, vogliamo sicurezza reale, mezzi sempre presenti con medico a bordo del 118, automediche efficienti e presidi territoriali affidabili.
Si vociferano inoltre cambi di poltrona all’interno dell'USL di Modena e del distretto di Pavullo, rispettivamente verso la Romagna e il Parmense: la popolazione aspetta risposte anche da eventuali successori ma sa che non saranno i cambi di “poltrone” a garantire soccorso e sicurezza sanitaria.

Elicottero sì, ma integrato

L’elisoccorso inoltre è sì fondamentale in scenari straordinari, ma non può sostituire la presenza capillare di medico e infermiere sul territorio. Ogni nuovo elicottero o volo notturno deve essere parte di un sistema integrato, con automediche dimensionate secondo il rapporto popolazione-territorio, secondo il D.M.70/2015. Solo così il soccorso può funzionare davvero, anche quando le risorse più visibili sono impegnate altrove. Dove la viabilità è complessa e gli abitanti sparsi, il mezzo aereo da solo non basta' 'I cittadini dell’Appennino modenese e delle periferie - conclude la lettera aperta - non si sono arresi, attendono i fatti che per ora non sono ancora arrivati. Ogni giorno le criticità emergono più forti e cresce la frustrazione di chi aspetta risposte concrete, non progetti sulla carta o celebrazioni sui social. L’elisoccorso è prezioso, ma la sicurezza sanitaria deve esserlo di più: stabile, capillare e vicino alla gente. È ora che la politica torni dai cittadini e risponda ai loro bisogni reali, prima che la fiducia sia del tutto compromessa'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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