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Tamponi, ora il caos è sulle attese dell'esito, e per i vaccinati senza terza dose Green Pass in scadenza

Tamponi, ora il caos è sulle attese dell'esito, e per i vaccinati senza terza dose Green Pass in scadenza

Si moltiplicano le segnalazioni di lunghe attese per l'esito dei test molecolari dei giorni dopo Natale. Le attese in isolamento per il responso dei tamponi che non arriva aumenta l'allarme delle aziende. Entro un mese migliaia di vaccinati di lungo corso dovranno sottoporsi al richiamo per potere continuare a praticare le attività vincolate al certificato verde.


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Anziché dissipare il caos creato dalla difficoltà di eseguire ed analizzare le enormi quantità di tamponi eseguiti ogni giorno in ogni provincia, soprattutto nei giorni post natale, (che allungano il tempo dell'isolamento forzato di persone anche negative e asintomatiche ma che devono aspettare il via libera ufficiale dall'Ausl per potere riprendere la loro vita, anche lavorativa), le nuove regole in vigore dal 10 gennaio rischiano di introdurre ulteriori elementi di caos. Esenti dal tracciamento e dall'isolamento saranno solo coloro che hanno la terza dose, mentre anche per chi ha fatto due dosi rimarrà l'obbligo di quarantena (ma di 5 giorni), anche solo per il contatto con un positivo. In tanti si trovano in questa ultima condizione. Per loro la quarantena di 5 giorni, a causa dei ritardi, si allunga anche a dieci o più, impedendo anche a chi si è sottoposto al tampone molecolare nei giorni immediatamente successivi al Natale, e che non ha ancora ricevuto esito e comunicazione ufficiale dall'Ausl, di recarsi a lavorare. L'allarme del mondo delle imprese lanciato ieri rispetto al mancato rientro giustificato dei lavoratori e di una riduzione improssiva della forza lavoro al rientro dalle festività, ha per buona parte qui la sua origine.
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Ma a preoccupare i vaccinati con due dosi, sicuramente quelli di più lungo periodo, sono le regole di un green pass ridotto nella durata a sei mesi. Coloro che hanno completato il ciclo vaccinale la scorsa estate o comunque da piùdi 4 mesi, rischiano rischiano di trovarsi presto, sulla base delle nuova regole e senza la dose di richiamo, con un green pass in scadenza e, di fatto, come i non vaccinati, esclusi dalla vita sociale e in molti casi lavorativa. Insomma i vaccinati di lungo corso, con l'inizio del 2022, dovranno ricaricare il green pass con una nuova dose, anche per evitare la quarantena se in contatto anche solo con un positivo, anche se asintomatici, e anche se il primo tampone è negativo.

Ricordiamo che il Super green pass (ottenibile solo a seguito della vaccinazione o della guarigione entro 6 mesi e quindi più non solo con tampone antigenico), è necessario per utilizzare i mezzi di trasporto pubblico locale e regionale. Il green pass rafforzato è esteso, dal 10 gennaio, anche ad alberghi e ristoranti all'aperto cinema e teatri, stadi e musei, palestre, centri benessere o sale giochi.
Con la conseguenza di negare a migliaia di bambini non vaccinati, anche se tamponati negativi, di fare sport e di partecipare alla vita sociale, con tutte le conseguenze psico-fisiche del caso. E considerando quanto detto sulla terza dose booster, dalla stessa data, è facile prevedere come tra un mese l'accesso ai mezzi di trasporto e ai luoghi dello svago sarà consentito quasi esclusivamente a chi ha fatto il richiamo'.

Chi non si vaccina rischia di poter fare ben poco. Lavorare, fare la spesa al supermercato e nei negozi e fare attività all'aperto: una sorta di lockdown mascherato, un obbligo malcelato al posto di un obbligo che lo stato non si è mai assunto la responsabilità di introdurre.

Gi.Ga.
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