La testimonianza dell'Avvocato Cristina Laura Tassi, scuote e mantiene nell'assoluto silenzio la platea di spettatori accorsi ieri sera al chiostro San Pietro, a Modena per la serata di approfondimento organizzata da La Terra di Padri sul caso esploso nella provincia di Reggio che capace di unire e riportare alla memoria, nonché sul tavolo della procura e sui media l’inchiesta sui presunti pedofili della bassa. E sul banco degli imputati finisce quello che è ancora definito dagli esperti 'lo strapotere degli assistenti sociali che porta ad allontanamenti ingiusti ed ingiustificati, unilaterali, senza riscontri di prova scientifici ed impossibili da impugnare sul piano giuridico, frutto di un sistema che nonostante gli errori (e gli orrori) commessi nel processo dei pedofili della bassa, riaperto dalle recenti inchieste giornalistici, continuerebbero ad essere perpetrati – affermano gli esperti – e di fatto giustificati – dal sistema di norme che regolano processo penale minorile che per questo 'va cambiato'. Un appello forte in questo senso quello ribadito dall'Avvocato Tassi
'Sono convinta che il legislatore debba riscrivere il procedimento minorile, ispirandolo e normandolo alla luce del principio costituzionale del giusto processo. Ci deve essere un dibattito ed un confronto tra giudici e difesa dal immediatezza, dall'inizio del procedimento. Oggi possono passare mesi da un allontanamento di un bambino disposto sulla base dell'articolo 403 del Codice Civile, e quindi con un provvedimento amministrativo, alla data di udienza dei genitori. Certo è che che così non si può andare avanti'
Crede che i limiti incontrati ieri sul fronte della difesa, siano immutati oggi?
'Di fatto si.
Un problema che riguarda anche il sistema degli affidi?
'Credo che ogni caso necessiti di una maggiore verifica a monte. Credo necessario riscrivere il sistema delle case famiglie, e degli affidi. Io non voglio fare di tutta l'erba un fascio, perché sarebbe un grosso errore, perchè ci sono operatori in gamba, ci sono famiglie affidatarie che ci danno l'anima e il cuore, però credo che la necessità di un maggiore esame a monte dei casi, sia doveroso. Non è possibile che ancora oggi emergano case famiglia e comunità in cui le cose sono poco chiare.
Poi è chiaro che la dove sia impossibile un'attività di supporto di sostegno di aiuto alla famiglia, è giusto che il bambino possa avere una chance di vita diversa, però in un contesto che va assolutamente verificato. Non può essere che ruori tutto intorno a un business. Questo non è tutela di bambini'
Gi.Ga.


