I dati, seppur indicativi, forniti dal commissario Venturi non lasciano spazio a dubbi. Stando alle informazioni fornite da alcuni direttori delle Ausl locali ogni dieci nuovi contagi, se ne conterebbero 3-4 generati all'interno di case private, di famiglie. Magari con persone asintomatiche o non pesantemente sintomatiche che non essendo sottoposte a test o a tampone, si sono esposte al rischio di contagiare persone all'interno del loro nucleo famigliare o all'esterno. Cosa che in molti casi, appunto, è successa, generando veri e propri focolai. Persone che solo ora, nel momento in cui il virus, come qualche giorno fa ha dichiarato lo stesso Venturi, 'lo si cerca anche fuori dagli ospedali e non si aspetta di rintracciarlo solo a seguito di ricoveri', vengono classificate come positive. E sulle quali si interviene, isolandole o, nel caso, ricoverandole, ma solo ora. Come dire chiudere la stalla, in questo caso, la casa, quando i buoi sono scappati.
Poi c'è l'emergenza Cra, le case protette residenziali per anziani. Dove saranno trasportati gli anziani positivi per evitare conseguenze per altri ospiti? Venturi, per loro, riflettendo evidentemente quella che sarebbe la principale ipotesi sul tavolo in regione, prospetta lo spostamento in altre Cra fino ad ora immuni nelle quali creare posti letto Covid. Una ipotesi che potrebbe non piacere ai gestori delle Case Protette nelle quali non si è registrato alcun caso. Ma su questo fronte, e sulle scelte di merito, i poteri della Regione si scontrano con quelli delle Unione dei Comuni e le scelte con quelle definite all'interno delle conferenze sanitarie territoriali, formate dai sindaci dei comuni delle singole province. Ciò significa tempi dilatati ma non lunghissimi. L'emergenza all'interno delle case protette per anziani non può contemplare altro tempo.



