La cerimonia di inaugurazione, con il taglio del nastro da parte di Razzoli, fu un evento che univa sport, passione e comunità. La pista 'Razzo' divenne così il cuore pulsante delle Polle, un tributo a un atleta che rappresentava l'eccellenza sportiva italiana. Ma oggi, a distanza di soli tredici anni, la situazione è ben diversa. La pista è chiusa da tempo, ma ciò che più rattrista è la grande insegna che la identificava distrutta, senza che sia stato fatto alcun tentativo di recupero.
Il comprensorio del Cimone, che una volta vantava un’area dedicata a un campione olimpico, ora si trova di fronte a un luogo in declino, con una pista che non è più percorribile e una testimonianza del passato che giace nell’oblio. La grande insegna, che tanto simbolicamente significava per gli appassionati di sci e per la comunità locale, è stata abbattuta e non sembra esserci alcuna intenzione di restaurarla, così come non ci sono segnali di una riapertura della pista. Il legno sbriciolato dei sostegni copre la grande immagine celebrativa del campione, delle sue gesta olimpioniche e ricordava la caratteristica di una pista con una inclinazione del 65%.
Quella che una volta era una delle zone più tecniche e apprezzate dagli sciatori, simbolo di un’epoca di orgoglio per il Monte Cimone, oggi appare come un triste promemoria di un tempo che non tornerà. Il destino della 'Pista Razzo', così come quello del comprensorio, sembra essere appeso a un filo, lontano dalle promesse di una nuova era per lo sci e lontano dalla visibilità che l'evento del 2012 aveva suscitato.


