L'evento vedrà come protagoniste le donne della rete 'Ti racconto l'aborto' ([tiraccontolaborto.org]), una realtà nata spontaneamente dall'incontro di quante condividono la medesima esperienza e desiderano oggi testimoniarla pubblicamente. Al centro della serata ci sarà la presentazione del libro 'Tu sei qui - dove porta una ferita di amore' (Edizioni San Paolo). Nel volume, dodici donne raccontano senza filtri i timori, le illusioni, le circostanze e le forti pressioni – ma soprattutto la profonda solitudine e le pesanti assenze – che hanno accompagnato e determinato la loro scelta di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza.
Ospite e relatrice d'eccezione dell'incontro sarnno Paola Bonotto e Alessandra Pelagatti, della Rete 'Ti racconto l'aborto', una delle protagoniste e autrici delle testimonianze raccolte, che interverrà per portare la propria diretta e toccante esperienza a più di trent'anni dalla sua vicenda personale.
'Questo libro raccoglie testimonianze di donne che hanno vissuto in prima persona l'esperienza dell'aborto e delle sue conseguenze. Lo abbiamo realizzato perché sentiamo il dovere di raccontare la verità e di portare alla luce una tragedia di cui troppo spesso si parla solo in parte» spiega Paola Bonotto, descrivendo un percorso intimo lungo e doloroso, fatto di lavoro interiore e di una complessa ricerca di senso. 'Una delle più grandi menzogne che vengono raccontate è che l'aborto sia una passeggiata o una sorta di sistema contraccettivo da utilizzare quando gli altri metodi non hanno funzionato. Non è così'.
La riflessione di Bonotto si allarga poi all'impatto che tale scelta esercita sull'intera comunità, scardinando il concetto che si tratti di un fatto puramente individuale, che deve decidere la donna, in nome della libertà e dell'autodeterminazione: 'Vorremmo che le persone comprendessero che si tratta di una ferita che non riguarda soltanto la donna, ma coinvolge i figli, il marito, la famiglia e l'intera rete di affetti che le sta attorno. È una tragedia che coinvolge l'intera società. Invece passa il messaggio che tutto dipenda esclusivamente dalla donna, che la decisione sia soltanto sua e che debba affrontarne da sola il peso e le conseguenze. Questo non fa che aumentare l'isolamento e la solitudine.
L'obiettivo dell'incontro e della pubblicazione è proprio quello di offrire uno strumento di consapevolezza per il futuro: 'L'unico significato che oggi riesco a dare a ciò che ho vissuto è fare in modo che altre donne sappiano davvero che cosa significa un aborto e, proprio per questo, possano scegliere di non compierlo. I figli non sono un problema o un ostacolo alla libertà, come talvolta viene fatto credere. Sono persone reali, una presenza concreta che merita di essere riconosciuta e considerata'.
Insieme a Paola Bonotto, sul palco interverrà anche Alessandra Pelagatti, co-autrice del testo, per raccontare come tutte le protagoniste siano faticosamente approdate a una profonda riconciliazione interiore con se stesse e con il proprio bambino. L'incontro sarà introdotto e moderato dal giornalista Gianni Galeotti, del quotidiano La Pressa. L'ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.



