In tutto, nel 2025 sono entrati all'inceneritore oltre 23.000 mezzi. Per il Comitato lo scopo è chiaro: vendere capacità di incenerimento sul mercato e fare cassa, a vantaggio degli azionisti pubblici e privati di Hera. Bruciare non fa sparire i rifiuti'.
Sono alcune delle considerazioni e delle conclusioni tratte dal Comitato Salute e Ambiente di Modena dopo la disamina dei dati relativi ad un arco temporale di oltre 10 anni, dal 2013 al 2025. I dati sul tavolo sono tanti. 'Per ogni 100 kg bruciati si producono circa 27 kg di scorie, ceneri e altri residui, quasi 4 dei quali pericolosi, da trattare in altri impianti. Il resto esce dal camino con i fumi: soprattutto anidride carbonica e vapore acqueo, ma anche ossidi di azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio, polveri sottili, metalli pesanti, diossine, policlorobifenili (PCB) e altri inquinanti, che ricadono sul territorio nel raggio di alcuni chilometri. E crescono monossido di carbonio e ossidi di zolfo. Nel 2025 hanno toccato i valori più alti degli ultimi tredici anni (14,6 e 1,6 tonnellate), anche se sono stati bruciati meno rifiuti che in nove dei dodici anni precedenti.
C'è poi una criticità che nessuna norma affronta. L'impianto funziona giorno e notte per gran parte dell'anno (oltre 7.000 ore l'anno dal 2013 al 2023, secondo Arpae), ma i limiti di legge, sia al camino sia in aria ambiente, sono fissati e verificati sostanza per sostanza. Nessuna norma fissa un limite per l'effetto cumulativo e sinergico dell'esposizione contemporanea a tutti questi inquinanti, sommati a quelli delle altre fonti del territorio: impianto chimico-fisico, depuratore e traffico di autostrada A1, tangenziale e via Emilia.
Lo studio Moniter sugli effetti sulla salute delle emissioni dell'inceneritore, abbandonato
Quindici anni fa lo studio Moniter della Regione aveva rilevato più nascite pretermine tra le madri più esposte alle emissioni degli inceneritori, un'associazione giudicata «verosimilmente di natura causale», e a Modena un possibile eccesso di linfomi non Hodgkin. Sono dati ormai vecchi: serve un'indagine aggiornata. Il Comitato chiede che il Comune invii subito alla Regione la richiesta formale di chiusura entro il 2034 prevista dalla mozione 2414/2025: a oggi la richiesta non risulta inviata, che il Comune chieda nell'immediato a Regione e ATERSIR un tetto vincolante ai rifiuti bruciati, che scenda con la differenziata e il riciclo ottenuti a Modena ed escluda l'arrivo di rifiuti di altra provenienza; che siano pubblicati puntualmente tutti i dati e applicato il principio di precauzione in materia di salute pubblica, ricordando che il sindaco - chiude il Comitato Salute e Ambiente di Moodena, che il Sindaco è, per legge, l'autorità sanitaria locale.
Nella foto, componenti del Comitato Salute e Ambiente Modena
.jpg)




