Venendo ai dati delle somministrazioni. Al 6 luglio l'88,1% della platea (50.805.626) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+2.964 rispetto alla settimana precedente) e l'86,6% (49.932.092) ha completato il ciclo vaccinale (+3.735 rispetto alla settimana precedente).
Il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell'83,5% con nette differenze regionali: dal 77,7% della Sicilia all'87,4% della Valle D'Aosta. Sono 7,89 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster.
Al 6 luglio le persone di età superiore ai 5 anni non vaccinate erano 6,84.
Per le autorità sanitarie la graduale perdita di efficacia dei vaccini sarebbe così alla base della ripresa non solo dei contagi ma anche dei ricoveri. L'occupazione dei posti letto è destinata ad aumentare nelle prossime settimane, in un periodo in cui tra ferie estive e assenze per isolamento il personale sanitario è numericamente ridotto, con conseguente rischio di peggioramento della qualità dell'assistenza e aumento dello stress su chi è in servizio.
In secondo luogo, la maggior parte dei ricoveri in area medica riguarda pazienti anziani con patologie multiple, nelle quali il Covid peggiora un equilibrio di salute già instabile. Infine, il progressivo sovraccarico ospedaliero - sottolinea il rapporto Gimbe - porta a rimandare prestazioni chirurgiche e visite specialistiche non urgenti, alimentando quelle liste di attesa che le Regioni - nonostante quasi un miliardo di euro stanziato dal Governo - non
Innanzitutto, l'occupazione dei posti letto è destinata ad aumentare nelle prossime settimane, in un periodo in cui tra ferie estive e assenze per isolamento il personale sanitario è numericamente ridotto, con conseguente peggioramento della qualità dell'assistenza e aumento dello stress su chi è in servizio. In secondo luogo, la maggior parte dei ricoveri in area medica riguarda pazienti anziani con patologie multiple, nelle quali il Covid peggiora un equilibrio di salute già instabile. Infine, il progressivo sovraccarico ospedaliero porta a rimandare prestazioni chirurgiche e visite specialistiche non urgenti, alimentando quelle liste di attesa che le Regioni - nonostante quasi un miliardo di euro stanziato dal Governo - non sono ancora riuscite a recuperare con buona pace dei pazienti bloccati in un limbo di cui si fatica a intravedere la fine'


