Il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Modena, Roberto Mariani, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Questo accordo rappresenta un’importante apertura al mondo del volontariato, promuovendo coesione sociale e offrendo percorsi più individualizzati per chi sceglie la messa alla prova”. Matteo Tiezzi, presidente della Fondazione di Modena, ha aggiunto: “Il reinserimento sociale è essenziale per l’equilibrio collettivo, offrendo opportunità di riscatto e crescita reciproca”.
Il progetto prevede diverse fasi, tra cui la mappatura degli enti disponibili, formazione e monitoraggio degli inserimenti, con verifiche semestrali per valutare i progressi. Le risorse finanziarie, pari a 20mila euro per il primo anno, verranno destinate a coordinamento e formazione, con l’obiettivo di facilitare 100 percorsi di inserimento all’anno.
L’accordo ha ricevuto il plauso dei consiglieri comunali e avvocati Luca Barbari e Vincenza Carriero: “Si tratta di un passo significativo per promuovere una giustizia più inclusiva, incentrata sul recupero sociale. L’investimento in questo progetto offre una seconda possibilità a molte persone, trasformando difficoltà in opportunità per il territorio modenese.
L’investimento di risorse per il coordinamento e la formazione e l’obiettivo di facilitare 100 percorsi di inserimento l’anno sono numeri significativi, ma il valore di questa iniziativa va ben oltre: significa offrire a molte persone una seconda possibilità, trasformando un momento di difficoltà in un’opportunità di riscatto e di impegno concreto per la comunità modenese.
I consiglieri hanno inoltre ricordato il recente emendamento al bilancio comunale, che sostiene le pratiche di giustizia riparativa, consolidando un impegno verso un modello giuridico che mira al riscatto e alla conciliazione. “Speriamo che questo progetto sia solo l’inizio di un percorso più ampio”, concludono, ribadendo la necessità di continuare a collaborare tra istituzioni e società civile per costruire una giustizia che riabiliti, non solo punisca.


