Il dibattito si era fermato prima dell'estate in attesa di conoscere se per dimensioni e potenza e occupazione di suolo, il progetto dovesse cadere sotto la competenza della Regione o del Ministero.
Nel frattempo era arrivata la bocciatura del Comune di Modena. 'A oggi - affermò nel maggio scorso l'assessore all'urbanistica Carla Ferrari - il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) non ha accolto l’istanza del Consiglio, non ha mai risposto alle comunicazioni e richieste inviate e non è stata convocata la Conferenza dei Servizi. All’Amministrazione comunale non è quindi stato comunicato se i termini del procedimento risultano sospesi o conclusi negativamente”,
Ne seguì, lo scorso luglio, un incontro del Comitato con i parlamentari modenesi. In un caldissimo sabato mattina alla Polispostiva, risposero all'invito i parlamentari Stefano Vaccari (PD) e Stefania Asscari (M5S): 'Se i due lotti dell’intervento venissero considerati un’unica installazione, la potenza complessiva supererebbe i 200 megawatt, soglia che conferirebbe competenza diretta al Ministero come da normativa nazionale. Se invece considerati separatamente, il progetto resterebbe sotto soglia e rientrerebbe nella competenza della Regione' - affermarono i due parlamentari.
Ieri sera, almeno su questo punto, una risposta sembrerebbe arrivata. I consiglieri regionali presenti erano 5: Pulitanò e Arletti (FDI), Luca Sabatini, Ludovica Carla Ferrari e Maria Costi (PD), Paolo Trande (AVS). Dagli interventi è emerso, infatti, che per impianti di questo tipo sarà necessaria l’attivazione di una Conferenza dei Servizi, convocata dal Ministero competente, con tempi che si preannunciano lunghi. Il procedimento al momento sarebbe bloccato anche a causa della recente sentenza del TAR del Lazio che ha bocciato il decreto governativo semplificatore.
È stato confermato che il progetto in questione, essendo stato presentato prima del 2024, ricadrebbe nella piena competenza del Ministero e non del Comune o della Regione. Questo significa che la decisione finale spetterà agli uffici ministeriali, previo passaggio nella Conferenza dei Servizi, che dovrà esaminare il progetto anche alla luce dei pareri negativi già espressi dal Comune di Modena e dal Consiglio di Quartiere di San Damaso.
I cittadini hanno ribadito le loro forti preoccupazione, non solo per l’impatto visivo e ambientale dell’impianto, ma anche per i possibili rischi futuri legati allo smaltimento degli oltre 100 accumulatori container con batterie gli ioni di litio, spesso costituiti da materiali altamente inquinanti. 'Si parla di energia pulita – ha sottolineato uno degli interventi – ma non è chiaro dove finiranno milioni di batterie non più performanti tra qualche anno. Oggi si inquina in un modo, domani in un altro'.
L’incontro è stato giudicato positivamente dagli organizzatori, che hanno apprezzato la disponibilità e la chiarezza dei consiglieri presenti.
Il Comitato ha concluso la serata con un messaggio chiaro: 'Non ci opporremo al progresso, ma pretendiamo trasparenza, coinvolgimento e soprattutto rispetto per l’ambiente e per la voce dei cittadini'.


