Alcune recenti dichiarazioni rilasciate pubblicamente da esponenti delle amministrazioni locali hanno attribuito a tale scelta dei genitori la “colpa” per le restrizioni conseguenti applicate (video sopra).
L’Associazione Age Modena 2014, in disaccordo rispetto a tali posizioni, esprime a fronte dell’attuale situazione complessa la propria vicinanza a tutte le famiglie ed in particolare a quelle i cui figli minori si trovano in questa specifica condizione.
Le decisioni in ambito sanitario spettano sempre ai genitori cui compete una scelta responsabile, approfondita, e maturata mediante il confronto con i propri medici di riferimento.
Se l’opportunità di scelta, espressa legittimamente, genera automaticamente un esito fortemente discriminante, si perde di vista, oltre che la gravità di tale modalità di imposizione, la portata delle conseguenze per i ragazzi e per tutta la comunità.
Le restrizioni attualmente in atto privano i minori non vaccinati (con più di 12 anni) di diritti fondamentali quali l’uso di mezzi pubblici, l’istruzione fruita con parità di condizioni rispetto agli altri studenti, la pratica sportiva in palestre e campi, la vita relazionale. Preoccupa inoltre la condizione di isolamento e oggettiva discriminazione di questi ragazzi, ancor più quando si trovino in stato di comprovata salute.
Quanto sopra descritto è inoltre fonte di divisione e conflitto all’interno delle famiglie, già appesantite da diverse preoccupazioni e costrette a riorganizzare continuamente la propria quotidianità, dovendo talvolta affrontare costi eccessivi a livello economico, organizzativo e nondimeno relazionale.
Il messaggio che risuona in modo evidente è che sarebbero le istituzioni a conoscere e scegliere cosa sia bene per i bambini e i ragazzi, facendo applicare le proprie decisioni senza considerare, per chi esercita la responsabilità genitoriale, la possibilità di una scelta autonoma che possa prevedere anche un dissenso, senza peraltro subire conseguenze fortemente discriminanti come quelle attualmente vigenti.
Questa modalità impositiva, oggi applicata con finalità di presunta prevenzione, rischia di diventare paradigma utilizzabile per altre finalità, diverse dalla salvaguardia della salute pubblica.
Si invitano tutti: cittadini, istituzioni e altre realtà sociali organizzate, a farsi carico dell’impegno necessario ad ottenere la cessazione immediata di ogni discriminazione nei confronti di minorenni non vaccinati ed il superamento di ogni strumento che ingiustamente favorisca tale condizione.
Maria Bonazzi - presidente AGe


