Dal 1° gennaio al 4 agosto 2026 gli sbarchi registrati sono stati 16.732, contro i 36.978 del 2025 e i 34.737 del 2024. La riduzione è costante lungo tutti i mesi: nessuno dei primi sette mesi del 2026 supera quota tremila arrivi, mentre nel 2024 e nel 2025 diversi mesi oscillavano tra seimila e ottomila persone.
Sul fronte dei rimpatri, al 30 luglio 2026 il totale è di 5.081, contro i 3.837 del 2025 e i 3.175 del 2024. L’aumento riguarda sia i rimpatri forzati, saliti a 4.386 dai 3.459 dell’anno precedente, sia i rimpatri volontari assistiti, che passano da 378 a 695.
Il rapporto tra sbarchi e rimpatri, calcolato sul periodo gennaio–fine luglio 2026, evidenzia un cambiamento netto. A fronte di 16.732 arrivi, i rimpatri totali sono 5.081: circa il 30 per cento dei migranti sbarcati è stato rimpatriato nello stesso arco temporale. Si tratta di una quota molto più alta rispetto agli anni precedenti, quando la percentuale annuale oscillava tra il 3 e il 10 per cento,
Il dato 2026, pur parziale, si colloca stabilmente sopra il 30 per cento, un livello che negli ultimi anni non era stato raggiunto.
La composizione degli arrivi conferma una prevalenza di migranti provenienti dal Bangladesh (4.594), seguiti da Somalia (1.898) e Algeria (1.644).
Anche i minori stranieri non accompagnati risultano in calo: 3.228 al 3 agosto 2026, contro i 6.674 del 2025 e i 4.769 del 2024.
Il quadro complessivo segna una fase diversa rispetto agli anni precedenti: gli arrivi diminuiscono in modo significativo, mentre i rimpatri aumentano e incidono su una quota molto più ampia dei migranti sbarcati. Il rapporto tra ingressi e rientri, vicino al 30 per cento, segnala un cambiamento strutturale nelle dinamiche migratorie del 2026.



