'In questo documento ricordiamo che il nostro ordinamento riconosce dei diritti imprescindibili e non comprimibili stabiliti dagli articoli della Costituzione che devono fondare qualunque decisione futura. Si tratta in particolare dei fondamentali diritti al lavoro, alla libertà di insegnamento e all'istruzione, sanciti e riconosciuti dagli articoli 1, 4, 33 e 34 della Costituzione - afferma Scuola è in presenza -. Poniamo inoltre all’attenzione dei dirigenti scolastci in oggetto, l’importanza che la scuola in presenza ha per gli studenti che ne usufruiscono e che i diritti espressi nei suddetti articoli costituzionali, devono essere garantiti come peraltro stabilito dall’artt 3 Cost senza alcuna discriminazione di sorta, indipendentemente dalle condizioni personali, e sociali e indipendentemente dalle scelte personali. Ciò ne consegue che l’assenza totale di interventi strutturali in tutela della scuola (tranne i
banchi a rotelle) come la riduzione del numero di studenti per classe, l’incremento dei servizî di trasporto pubblico, l’ampliamento degli edifici scolastici e la dotazione degli stessi di impianti di ventilazione meccanica controllata (che leggi e decreti in vigore prevederebbero da decennî), non consentono di definire il surrettizio obbligo vaccinale come l’unica via da percorrere per scongiurare la riattivazione della cosiddetta “didattica a distanza”. Gli interventi indicati a titolo d’esempio sono stati richiesti da più soggetti e da lungo tempo, e nemmeno la gravità di questa pandemia ha ricondotto lo Stato alle proprie funzioni istituzionali e costituzionali di promozione dell’istruzione e della cultura (artt. 34 e 9 Cost.)'.
'Con fermezza riteniamo che la partecipazione alla vita scolastica, debba essere garantita a chiunque senza discriminazione alcuna e indipendentemente dallo stato vaccinale e consideriamo del tutto illegittimo che si operino inaccettabili discriminazioni subordinando qualunque forma di partecipazione scolastica all'esibizione di un lasciapassare (green pass), strumento indegno di uno stato democratico. Riteniamo altresì doveroso manifestare il nostro pieno sostegno a tutti gli insegnanti e al personale scolastico opposti oggi a quanto stabilito dal D.L. 111/2021, facendo notare come tale atto avente forza di legge sia in pieno contrasto con il Regolamento UE 2021/953, che al 36° «considerando», in coerenza con quanto stabilito dalla Risoluzione del Consiglio d'Europa n. 2361/2021, prescrive di evitare qualunque forma di discriminazione diretta o indiretta delle persone che non possano essere vaccinate o scelgano di non esserlo.


