«In questi sei mesi avrò l’opportunità di entrare in contatto con patologie che qui in Italia non sono presenti, come la malnutrizione – dice Laura -. Mi auguro di imparare ad “arrangiarmi” e a fare il massimo possibile con le risorse a disposizione, che sono molto inferiori a quelle a cui sono abituata. Sarà importante “metterci la testa” e fare la propria parte e spero di avere occasione di ritornare alla clinica pura. Non nascondo, però, che temo un po’ il confronto con la sensazione di impotenza a frustrazione che sicuramente mi troverò a vivere di fronte a certe situazioni. Parto con il desiderio di mettermi a disposizione e di conoscere un mondo nuovo».
È dal 1968 che il Cuamm opera in Tanzania. Nell’ultimo anno ha supportato più di 40 strutture sanitarie con oltre 100 operatori, soprattutto locali. L’Ospedale di Tosamaganga, dove andrà Laura, e in cui Cuamm è presente dal 1970, ha 192 posti letto e offre servizi a una popolazione di 315.000 abitanti. Situato in un’area rurale, riesce a garantire servizi pediatrici e parti sicuri per migliaia di mamme, ma anche prevenzione e trattamento della malnutrizione infantile, cure contro la malaria, la tubercolosi, l’HIV e le malattie croniche come ipertensione e diabete.
Tre lunghi anni di pandemia hanno purtroppo indebolito un già fragile sistema sanitario e registrato una significativa riduzione dell’accesso agli ospedali. E poi i cambiamenti climatici, la siccità e l’instabilità dovuta ai conflitti. Un terribile circuito vizioso dove povertà, malattia e miseria determinano altra povertà, malattia e miseria. La vita in Africa è una corsa ad ostacoli, una salita accidentata dove fatiche si sommano a fatiche e pesi a pesi, con il rischio finale di rimanere schiacciati, con il rischio che a pagare siano sempre e solo i più poveri, e le fasce più deboli, mamme e bambini. La sfida è restare accanto alla popolazione africana nelle sue battaglie quotidiane, che diventano ogni giorno sempre più grandi. Per questo, per Medici con l’Africa Cuamm è ancora più importante dare continuità ai progetti e fornire assistenza sanitaria a chi ha più bisogno.


